Aulin, troppi lo vendono senza ricetta
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
Aulin, troppi lo vendono senza ricetta
Speravamo che la notizia del 18 maggio sulla sospensione della commercializzazione dei farmaci che contengono nimesulide (come l`Aulin) da parte dell`Agenzia del farmaco irlandese inducesse i farmacisti italiani ad un cambio di rotta, e invece no. Il nimesulide continua ad essere “regolarmente“ venduto senza bisogno di ricetta. Abbiamo aspettato che la notizia uscisse dalle cronache e alla fine di settimana scorsa ci siamo finti consumatori chiedendo il ben noto farmaco in 100 farmacie sparse in tutta Italia. I risultati sono sconfortanti. Il pratica solo il 22% della farmacie non ci ha venduto il farmaco, il che vuol dire che il 78% ha violato la legge. Il 26 % ci ha fatto la paternale (del tipo, “non dovrei darglielo“, “ci vorrebbe la ricetta, io comincio a darglielo però la prossima volta si faccia dare la ricetta“, “ci vorrebbe la ricetta, comunque per questa volta“), il 34 per cento ci ha chiesto perché lo volevamo e ci ha spiegato le precauzioni per l`uso (se avevamo insufficienza epatica o renale o disturbi gastrointestinali), oltre, in alcuni casi, a farci anche la paternale. Nel 18 per cento dei casi ci hanno venduto il farmaco senza proferire parola, come se avessimo chiesto un confetto. Il Codacons chiede al ministro della Salute Livia Turco di inviare le Commissioni ispettive di vigilanza delle Asl. Gli ispettori del servizio assistenza farmaceutica debbono controllare ed incrociare i dati del carico del medicinale con il numero di ricette e sanzionare i farmacisti indisciplinati. Nel contempo il Codacons prosegue ad invitare i consumatori a non abusare dei farmaci e a rivolgersi sempre al medico curante. Abusi di vitamine. Salvo in casi particolari e non frequenti casi clinici, in un paese sviluppato non vi è la necessità di supplementi di vitamine, somministrati come compresse o per via parenterale. Molti milioni di persone nei Paesi sviluppati hanno accettato senza obiezioni la erronea convinzione che tali preparati possano fornire una “extraenergia“ e farle quindi “sentire meglio“, alimentando un vastissimo mercato di vendita, senza controlli, di numerosissimi e complessi prodotti polivitaminici, spesso inseriti in particolari cibi e bevande. E` sorto quindi, e sempre di più si va sviluppando, il problema della tossicità delle vitamine quando somministrate in eccesso delle necessità. Forse i casi di tossicità sono più numerosi di quanto si pensi, data la diffusa opinione sia tra i consumatori che tra i medici che le vitamine fanno soltanto bene e quindi quindisi sottovaluta o si ignora il rapporto di esse con le manifestazioni patologiche. In molti paesi in tutto il mondo, Comitati Scientifici controllano periodicamente tale situazione. Codacons.
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