5 Giugno 2007

Nuova dura protesta attuata controle liberalizzazioni

Nuova dura protesta attuata controle liberalizzazioni
I consumatori sul piede di guerra Per il ministro allo Sviluppo Bersani si tratta di uno sciopero “sproporzionato“


ROMA – Ultime ore per fare il pieno prima della serrata. Scatterà infatti questa sera alle 19.30 il fermo di due giorni dei distributori di benzina. Uno sciopero definito “spropositato“ dal ministro per lo sviluppo economico Pierluigi Bersani. Ma le organizzazioni dei gestori – che hanno accettato di ridurre lo stop da 72 a 48 ore – accusano il governo di “fare il duro coi benzinai, troncando il dialogo con i gestori e chiudendo un occhio con i petrolieri“. E annunciano per domani un presidio in piazza Montecitorio. Gli automobilisti, intanto, devono prepararsi a qualche disagio. Secondo Figisc-Confcommercio solo a Milano resterà chiuso il 90% degli impianti. Non manca qualche eccezione, visto che le province di Verona, Venezia, Padova e Treviso e l`Alto Adige non aderiranno allo sciopero. Ma in generale, tenendo conto degli orari di apertura e chiusura degli impianti, il servizio sarà di fatto sospeso sulla rete stradale dalle 19.30 di oggi alle 7 di mattina di venerdì 8 giugno (fatta eccezione per il self service che riprenderanno ad erogare alle 19.30 di giovedì 7); sulle autostrade distributori chiusi dalle 22 di questa sera alle 22 di giovedì 7 giugno. I gestori hanno garantito il servizio indispensabile, con l`apertura dei distributori individuati da Prefetture e Comuni e degli impianti in autostrada ogni 100 chilometri. Per il ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani lo sciopero è “una reazione spropositata“ e l`invito è a ricreare un clima di “ tranquillità “, nel “rispetto degli utenti“. La serrata, del resto, è l`ennesima tappa di un braccio di ferro tra gestori e governo che si trascina da mesi. Al centro il programma messo nero su bianco nel disegno di legge liberalizzazioni, che ha avuto un primo via libera dalla Camera e punta a eliminare distanze minime e vincoli numerici per gli impianti e a rendere più flessibili gli orari. Un piano che, secondo i gestori, favorisce la grande distribuzione. “Il governo mostra i muscoli e individua con sconcertante fermezza il suo obiettivo: i benzinai“, dicono Faib-Confesecenti, Fegica-Cisl e Figisc-Confcommercio. Intanto, denunciano le tre organizzazioni, “il prezzo dei carburanti continua a salire, mentre la grande distribuzione organizzata viene invitata a dividere il `bottino` con le compagnie petrolifere“. Un “affare anche per il governo, che con i soli aumenti registrati negli ultimi 4 mesi, prevede di incassare su base annua 650 milioni di euro dal maggior gettito Iva“. In realtà proprio attraverso il ddl liberalizzazioni dovrebbe essere introdotto un meccanismo di contenimento dei prezzi che fa leva sulle accise, compensando impennate dei costi della materia prima. E l`idea piace sia ai consumatori, sia ai gestori. “E` uno strumento richiesto da tempo dai benzinai“, fa sapere la Faib, che suggerisce però di battere anche un`altra strada: “Un intervento dell`Antitrust per separare la rete di vendita dalla produzione, raffinazione e stoccaggio: tutti processi oggi saldamente nelle mani delle compagnie petrolifere“. E arrivano le proteste dei consumatori: “La serrata proclamata dai benzinai non otterrà alcun appoggio da parte dei cittadini in quanto la protesta è sbagliata“. A dirlo è il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi, che annuncia “fin da ora azioni di ritorsione contro i gestori, a cominciare da un boicottaggio nazionale dei distributori da mettere in campo su tutto il territorio dopo l`attuazione dei giorni di sciopero da parte dei benzinai“.

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