2 Giugno 2007

Cocaina nell`aria? Può succedere a Roma come in qualsiasi altra città

“Cocaina nell`aria? Può succedere a Roma come in qualsiasi altra città del mondo, basta avere gli strumenti necessari per rilevarla“. Dopo l`allarme lanciato dal Cnr di Roma, il sindaco Veltroni stempera le preoccupazioni senza abbassare comunque la guardia sul problema droga. “È chiaro che non dobbiamo attenuare la preoccupazione per questo fenomeno, perché la cocaina – sottolinea il sindaco – non dovrebbe esserci da nessuna parte“. Intanto, dopo la divulgazione dei risultati dello studio effettuato dal Centro nazionale ricerche che dal 2005 ad oggi ha passato al setaccio sei zone della città, registrando nell`aria un`alta concentrazione di polvere bianca, ieri il Codacons ha invitato “il Comune di Roma e le autorità sanitarie a predisporre controlli a tappeto sulla frutta e la verdura in vendita nei mercati all`aperto“. “In modo da verificare – spiegano – se vi siano tracce di cocaina sui prodotti destinati all`alimentazione“. Ma non solo, per il Codacons infatti “il Comune dovrebbe anche predisporre tutti gli interventi utili a bonificare e migliorare l`aria della città, riducendo le tracce di droghe nell`atmosfera“. Tracce che, secondo i dati del Cnr, sono presenti in vari punti della città. Soprattutto nella zona universitaria, ma anche a piazza Fermi, dove la concentrazione di cocaina è di 0, 007, a Cinecittà, dove arriva a 0,02 nanongrammi, stesso quantitativo presente anche nella zona di Montelibretti, a 30 chilometri da Roma. “Tocca al sindaco Veltroni tutelare la salute dei cittadini – afferma il presidente degli eurodeputati di Forza Italia, Antonio Tajani – il fenomeno della cocaina a Roma non è nuovo, ma è assolutamente preoccupante“. Proprio ieri Forza Italia si è detta disposta a creare un tavolo congiunto “perchè su tematiche che riguardano la salute dei cittadini, non esiste destra o sinistra ma c`è bisogno di soluzioni condivise“. A dimostrare quanti fiumi di cocaina circolano ogni giorno in tutta la città, ci sono i chili di polvere bianca sequestrati dalle forze dell`ordine negli ultimi 6 mesi del 2007. Numeri che dicono tanto: basta pensare che da gennaio ad oggi la Guardia di Finanza ha sequestrato più di 194 chili di cocaina. Sessanta sono i chili requisiti dai Carabinieri del comando provinciale della capitale. E non sono da meno i sequestri effettuati dalla Polizia: 53 chili negli ultimi sei mesi, di cui 37 sequestrati solo dalla squadra Mobile, sezione antidroga. Per un totale di oltre 300 chili di polvere bianca. Numeri, questi, che raccontano come oggi la coca sia diventata la regina indiscussa nel mercato delle droghe pesanti. Che testimoniano come lo “sballo“ ormai venga offerto a prezzo di saldo: dai 50 ai 100 euro per un grammo. Che dimostrano come trovare “la bamba“ sia sempre meno difficile. Ma ci sono anche molte cose che i numeri, che questi numeri, non dicono affatto. Non dicono ad esempio che la cocaina negli ultimi anni è diventata sempre più banale, in termini di consumo, soprattutto tra i giovani. Sempre meno connotata, meno esclusiva. Non è la droga dei ricchi, non è la droga dei poveri, non è la droga degli emarginati. Non dicono questi numeri che ormai la coca viene sniffata ovunque: non più solo nei festini, nelle discoteche, ma anche a casa, per strada e nelle mini-car. Già, anche da ragazzi sempre più piccoli. Perchè l`età media della prima tirata si è abbassata notevolmente: “oggi a 15 anni – come confessano molti ragazzi – quasi tutti l`hanno provata almeno una volta“. A Roma il numero dei tossicodipendenti è di circa 25.000 e secondo Ignazio Marcozzi, presidente dell`agenzia comunale per le tossicodipendenze, di questi il 50% fa uso di cocaina.

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