DOPO L`INCHIESTA SUL GAS Dai consumatori processo all`Eni
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fonte:
- La Stampa
ROMA Alla fine da entrambe le parti si ostentava serenità e distensione, ma l`Eni – di fatto – ieri è stato messo sotto processo dalle associazioni dei consumatori. Dopo le imputazioni mosse dalla magistratura milanese, Eni aveva deciso di promuovere una offensiva di pace e aveva convocato i rappresentanti dell`utenza per ribadire e argomentare, le proprie ragioni. La riunione si è tenuta ieri, alle 17,30, presso la sede dell`Agip, a Roma, in via Laurentina, l`amministratore delegato Paolo Scaroni, non era presente. C`erano invece una dozzina di direttori generali, praticamente l`intero Gotha dell`Ente. Dall`altro capo del tavolo altrettanti interlocutori in rappresentanza della associazioni dei consumatori (tutte eccetto il Codacons). I messaggi dell`Eni sono stati, sostanzialmente, tre: non vogliamo entrare nel merito delle questioni sollevate dalla magistratura. Gli aspetti tecnici della questione già di per sé hanno un carattere esaustivo per l`intera vicenda e – terzo e qualificante punto – le famiglie italiane stiano tranquille perché non hanno pagato nulla più del dovuto. Le associazioni dei consumatori però, che hanno parlato dopo una serie di spiegazioni fluviali da parte dei dirigenti Eni, hanno replicato duramente in quattro punti. Primo: Eni non può cavarsela dicendo che sulla questione dei controlli aveva posto un “audit“ interno. “Se il problema esisteva – racconta Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori – doveva essere posto davanti al paese senza fare il pesce in barile“. Secondo. Può darsi anche che i contatori “volumetrici“ (quelli in dotazione degli utenti privati) mettano al riparo le famiglie da eventuali ricarichi indebiti, ma ci sono anche danni indiretti: le bollette per ospedali, scuole, enti pubblici e affini, che sono state comunque pagate dai cittadini. E anche di questo Eni dovrà rispondere. Terzo. “Controllato e controllore – dice ancora Trefiletti – non potranno più essere lo stesso soggetto. Oggi i controlli sui contatori li fa (quando li fa) lo stesso ente erogatore. Questo non potrà più succedere. E` necessario attivare un soggetto terzo“. Quarto. Lasciamo lavorare la magistratura ma, se e quando si dovessero scoprire delle mancanze da parte di Eni o delle altre società di distribuzione, bisognerà rifondere completamente e automaticamente tutti gli utenti. “Nonostante la durezza delle osservazioni – ha rilevato il responsabile energia di Adiconsum, Pieraldo Isolani – i dirigenti di Eni hanno preso nota di tutte le nostre osservazioni e si sono impegnati a riferire entro quindici giorni“.
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