MUSICA:ZARD, STREISAND ANNULLATA? COLPA DEGLI AMERICANI
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fonte:
- Ansa
AVREI DOVUTO OCCUPARMENE IO, MA PENSANO SOLO AL BUSINESS
(di Elisabetta Malvagna)
(ANSA) – ROMA, 26 MAG – David Zard è furioso: “Barbra
Streisand la dovevo trattare io, ma gli americani hanno pensato
di poter dirigere l`evento con i miei soldi. far rischiare me
mentre loro dicono cosa fare: non sanno fare i promotori in
Italia, l`evento è una scienza, crearlo richiede molto lavoro.
Con me avrebbero lavorato 12 persone. Non hanno voluto. Credono
di venire in Italia e dare istruzioni su come si lavora“, dice
Zard, da almeno 30 anni guru dei grandi eventi musicali, dopo
l`annuncio dell`annullamento del concerto romano.
Sull`alto costo dei biglietti Zard spiega: “Il concerto
della Streisand è un evento unico e può anche sostenere quei
prezzi, ma devi far sapere cosa dai. Avevo detto che si poteva
tenere quel prezzo, ma avevo organizzato anche un ricevimento
prima dello show, un servizio super-vip, con valletti per
parcheggiare le macchine. Tra l`altro – aggiunge – avrei
pubblicizzato l`evento non solo su Roma, con accordi con agenzie
di viaggio israeliane, greche e di altri paesi. Ma voi avete
visto dei manifesti dell`evento a Roma? I miei eventi arrivano
quasi nelle case“. E aggiunge: “I biglietti da mille euro non
si vendono solo con la prevendita su Ticketone, l`evento nasce
nei salotti. Altrimenti il concerto della Streisand lo vedi in
tv, c`é la pay per view e i dvd. L`evento è un`altra cosa“.
Il Codacons ha criticato i prezzi: “Il Codacons stia zitto –
risponde seccato – faccia il suo mestiere, parli di pane,
benzina e trasporti pubblici. La Streisand non ha una rivoltella
puntata alla testa, posso metterla in vendita anche a 10 mila
dollari. Poi se la gente ci viene sono contento, altrimenti ci
rimetto, ma sono affari miei“. La trattativa con gli americani,
racconta, è iniziata tre mesi fa e si è interrotta circa tre
settimane fa: “Avevo dato un aut-aut dicendo che non c`era più
tempo di promuovere: se non ho i tempi, non rischio quattro
milioni di dollari per far guadagnare qualcuno“. Ma aggiunge:
“Non costa cara, sarebbe venuta in Italia 10 giorni prima con
150 persone al seguito, il suo staff nei concerti europei. I
costi dunque lievitano facilmente. Non si metteva però dei
miliardi in tasca. L` immagine dell`artista va salvaguardata, ma
chi non è capace può anche distruggerla“.
L`evento è così passato nelle mani di Milano Concerti, una
“società che appartiene a un gruppo internazionale che porta
la Streisand in tutta Europa. La loro scorrettezza deriva dal
fatto che avendo venduto tre date a Londra, c`era un grosso
margine di utile per poter anche perdere qualche lira in Italia.
Io con Notre Dame, avendo la certezza di fare l`Arena di Verona,
l`ho portato anche ad Agrigento, sapendo che non ci avrei
guadagnato. Ma il mio compito è quello di operatore culturale,
far vedere a tutti quello che si fa. I cosiddetti booker pensano
che basti mettere quattro manifesti per vendere i biglietti. Non
é così. L`evento è una scienza“.
Comunque, per Zard “non è colpa né di Roberto de Luca
(Milano Concerti), né dell`artista, ma delle persone che fanno
mercanzia pura dell`arte dello spettacolo. Una cosa del genere
si sta verificando anche i Rolling Stone a Roma, credo che le
vendite non stiano andando molto bene. Ma qualcuno sta sentendo
sulla pelle che arrivano? Michael Jackson lo si sentiva addosso,
si attendeva quel giorno come se fosse il giorno in cui ti
davano l`ossigeno. Questa è la nostra tecnica. Soffro quando
vedo che questo mestiere è diventato un puro affare
merceologico. Amo portare in giro tutto il bello per tutti. Ho
portato i Duran Duran e gli Spandau Ballet in Sicilia, l`Italia
non finisce a Milano, come molti pensano. Non è umanamente
corretto. L`Italia arriva a Lampedusa“.
Lei conosce Barbra Streisand? “Sì, la conosco. E` una delle
più grandi voci al mondo“, conclude. (ANSA).
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