28 Maggio 2007

Il Codacons all`attacco “Forti rincari nei Bagni“.

PER IL PRESIDENTE BORGO I CANONI DEMANIALI SONO DA RIVEDERE
Il Codacons all`attacco “Forti rincari nei Bagni“.

SAVONA Parte la stagione balneare e il Codacons parte all`attacco sostenendo che le tariffe hanno subito un rincaro di 15 euro al giorno. Un dato che però viene contestato con energia dal presidente nazionale Riccardo Borgo, che fra l`altro è titolare dello stabilimento La Bussola di Bergeggi. “Ogni anno lo stesso tormentone – commenta Riccardo Borgo, presidente del Sib, Sindacato italiano balneari, che aderisce a Confcommercio e associa circa 10 mila delle 13 mila imprese del settore – Innanzi tutto vorrei sapere come fa Codacons a stabilire queste cifre. Neppure noi siamo ancora in grado di fare una valutazione sufficientemente attendibile sui prezzi dei servizi in spiaggia. Si tratta di realtà molto diverse, che offrono servizi diversi. L`unica cosa che possiamo dire con certezza è che oltre il 50% degli imprenditori balneari non ha inviato alle Regioni il nuovo listino, il che significa che i prezzi sono rimasti invariati. Tutto il resto mi sembra arbitrario“. Borgo per confutare i dati Codacons parte dal suo stabilimento di Bergeggi, dove persone per ingresso, cabina, un ombrellone e due sedie a sdraio spendono 18 euro in bassa stagione e 22 euro in alta. L`anno scorso i prezzi erano, rispettivamente, 18 e 21 euro. Dunque un aumento molto contenuto. A Genova agli stabilimenti Sporting, in corso Italia, per tutta l`estate si spendono 6 euro a testa per l`ingresso e i servizi, che comprendono piscina, idromassaggio, doccia (fredda) nei giorni feriali, 8 euro nei festivi. Un ombrellone costa 5 euro e una sdraio 7. L`anno scorso l`ingresso nei feriali costava 5 euro, tutto il resto è rimasto invariato. In Versilia, a Forte dei Marmi, i bagni Piero chiedono per ingresso, ombrellone, due sdraio o lettini 50 euro in bassa stagione e 65 in alta. L`anno scorso si spendevano 45 euro per la bassa stagione, il resto non è cambiato. Insomma, tariffe diverse per realtà diverse. “D`altra parte – aggiunge Borgo – rincari eccessivi ci porterebbero fuori mercato. Così, le aziende cercano di non riversare sui clienti gli aumenti dei canoni demaniali. Eppure, con gli effetti dei provvedimenti sui canoni presi dalle finanziarie del 2004 e 2007, il 20% delle aziende non rientra più nei costi, in Liguria anche il 25%. Le norme devono tenere conto delle diverse situazioni. Ci sono stati aumenti del 1.400%, uno stabilimento di Recco è passato da un canone di 9 mila euro, che era effettivamente basso, a 195 mila, uno sproposito“.

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