Lo sciopero degli assistenti lascia a terra l`Alitalia
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fonte:
- Il Secolo XIX
Concellati oggi 394 voli. Interviene il garante. Il 31 maggio fermi i tassisti
Roma. Sono 394 i voli cancellati oggi da Alitalia a causa dello sciopero nazionale del personale di cabina. La protesta di hostess, steward e controllori di volo, che vede compatte tutte le sigle sindacali, durerà otto ore, cominciando alle 10 del mattino per terminare alle 18. Saranno rispettate le fasce di garanzia dalle 8 alle 10 del mattino e dalle 18 alle 22, ma Alitalia ha dovuto sopprimere 187 collegamenti nazionali e 207 internazionali. A Fiumicino i voli cancellati sono 196, che si aggiungono ai 32 di ieri. Nello scalo romano è da circa una settimana che va avanti l`agitazione degli assistenti di volo, che ieri ha costretto la compagnia di bandiera a cancellare tutti i collegamenti della fascia oraria 7-22 per Milano, Verona, Pisa, Torino, Casablanca, Mosca e Parigi. “La mobilitazione costerà ad Alitalia tra i 4 e 5 milioni di euro“, fa sapere il direttore della produzione Giancarlo Schisano, mentre secondo Assaereo (l`associazione nazionale dei vettori e operatori del trasporto aereo) lo sciopero nazionale degli assistenti di volo avrà“un impatto negativo sul sistema paese di circa 50 milioni di euro“. Per Assaereo ogni tentativo di ristrutturazione del settore, sarà inutile “fino a quando verranno tollerati comportamenti conflittuali illegittimi e rivendicazioni di natura corporativa, ispirate dal ruolo monopolista dell`attività di talune categorie, quali i controllori di volo. E` proprio il costo di questa tolleranza che non consente al trasporto aereo nazionale di poter operare competitivamente“. Opposta la posizione dei sindacati. Per Claudio Genovesi, segretario nazionale della Fit-Cisl, “i disagi che stanno costellando da giorni i voli dell`Alitalia sono dovuti all`incomprensibile scelta della compagnia, di non aprire un concreto negoziato sulla vertenza degli assistenti di volo, nonchè al preoccupante silenzio dell`azionista e del governo“. I sindacati accusano i vertici della compagnia di non voler affrontare un negoziato “nel merito del contratto, scaduto ormai dal 31 dicembre 2005. Per rinnovarlo è indispensabile un confronto, tanto più in un momento cosi delicato per Alitalia“. Lo sciopero di oggi arriva in un periodo già teso, caratterizzato da numerose proteste, che hanno causato disagi prolungati agli utenti di Alitalia. Per monitorare la situazione l`Ente nazionale dell`aviazione civile (Enac) ha convocato ieri i vertici della compagnia, chiedendo spiegazioni sul comportamento del personale, sulla qualità del servizio garantito in questi giorni e sopratutto sui rimedi messi in atto per ovviare il più possibile ai disagi causati dagli scioperi. A questo scopo Alitalia ha reso disponibile ai suoi clienti una appostia info-line: 800.650055 e il numero unico 06/2222. La lista dei voli cancellati è consultabile anche sul sito della società Aeroporti di Roma (www.adr.it). Ma, in seguito ai “gravissimi inconvenienti“ causati dalle ripetute proteste, anche il Garante per gli scioperi Antonio Martone ha deciso di riunire le parti, “per verificare se le disfunzioni del servizio siano da ricollegare a violazioni del contratto collettivo o, invece, a forme non regolari di sciopero“. Il Codacons incalza il Garante sulla verifica della legittimità delle agitazioni, “che devono sempre rispettare il principio generale di essere apertamente annunciate e lealmente praticate“. Ma anche il presidente dell`Enac Vito Riggio, prospettando “rischi per l`ordine publico“ se i settemila tifosi milanisti che hanno previsto di partire oggi per Atene (dove il Milan giocherà domani la finale di Champions League contro il Liverpool), dovessero restare a terra a causa degli scioperi, ha chiesto un intervento del Garante. Nuova mobilitazione, invece, per i tassisti, che si fermeranno il 31 maggio su tutto il territorio nazionale. Lo sciopero, che segue quello dell`8 maggio scorso, è stato proclamato dopo l`incontro tra le varie associazioni di categoria, che hanno analizzato il disegno di legge approvato il 16 maggio in Commissione Attività produttive alla Camera, il cosidetto ddl Bersani. I tassiti sono in particolare contrari a quelle norme che riguardano le liberalizzazioni nel loro settore. Le associazioni chiedono che questi articoli “vengano abrogati, ed eventualmente riformulati previa concertazione con la categoria“. “Ci auguriamo che questa protesta – dichiara il presidente di Uritaxi Loreno Bittarelli – possa portare ad un vero confronto con il governo per trovare soluzioni condivise ai problemi dei trasporti“.
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