20 Maggio 2007

Auto blu triplicate in due anni

Auto blu triplicate in due anni Ai privilegi non si rinuncia

ROMA “SCORTE E AUTO di rappresentanza non possono essere uno status symbol ma una risposta a reali necessità“. Suonava così la solenne promessa del premier Romano Prodi, nel suo discorso di insediamento del 18 maggio del 2006. Una presa di distanza dall`uso indiscriminato di auto blu, uno dei capitoli più impopolari e dolenti del dibattito sui costi della politica. Eppure, ad un anno di distanza, poco è cambiato e solo in peggio. Se due anni fa i mezzi erano 198.596, oggi sono letteralmente triplicati arrivando quasi alla soglia delle 600mila unità (574.215 per esattezza). Si tratta di stime diffuse nei giorni scorsi dall`Associazione contribuenti italiani, da cui emerge una realtà sconcertante se raffrontata ai numeri dei parchi macchina degli Stati Uniti (73mila auto blu), della Francia (65mila) e della Germania (54mila). Un privilegio che in Italia riguarda un po` tutti. Solo l`apparato statale destina d`ufficio ad amministratori, dirigenti pubblici e politici circa duecentomila vetture, a cui naturalmente si devono aggiungere quelle in dotazione (molte volte senza particolari motivi) a Comuni, Province, comunità montane e aziende pubbliche. Grandi numeri e spese folli, che riguardano autisti, manutenzione ordinaria e carburante. Se si ipotizza, infatti, una spesa media di 20mila euro annui per autista, insieme a 30 euro al giorno di benzina e 5 euro di pedaggi, moltiplicati per 250 giorni all`anno (esclusi i festivi e le ferie), si raggiunge la cifra record di 16,5 miliardi di euro. Previsione senza dubbio per eccesso, ma comunque nell`ordine dei grandi numeri. IL FENOMENO è particolarmente accentuato a Roma, dove secondo i dati dell`azienda dei trasporti (l`Atac), le auto blu in circolazione sarebbero oltre 15mila (40mila per il Codacons). Colpa della concentrazione di uffici, enti e amministrazioni tipiche di una capitale, ma il discorso si allarga anche alle sedi di rappresentanza, agli organi costituzionali, come a sindacati e alle ambasciate, queste ultime da triplicare perché oltre agli uffici diplomatici in Italia, a Roma ci sono quelli presso la Fao e la Santa Sede. Solo per dare qualche numero, l`Atac ha rilasciato permessi di circolazione a 1628 vetture per gli organi costituzionali, 2264 per gli enti pubblici, 216 per i partiti, 935 per le ambasciate, da sommare alle auto blu usate per le scorte e dai 120 comuni della provincia per le trasferte nella capitale. QUANTO ALLE logiche del palazzo, tra i 25 ministri, 10 viceministri e 66 sottosegretari del governo Prodi, nessuno rinuncia all`auto in dotazione. Un must anche per capi di gabinetto e di dipartimento dei ministeri, come per gli assessori della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma, dove addirittura l`auto blu spetta anche a tutti i capigruppo in consiglio comunale. Pochissimi usano utilitarie o macchine economiche, preferendo le più costose Alfa, Lancia, Bmw, fino ad arrivare alle Mercedes. “In Italia, gli amministratori pubblici hanno superato ogni limite“, spiega Vittorio Carlomagno, presidente dell`Associazione Contribuenti Italiani, secondo il quale “basterebbe una norma che stabilisse il limite di cilindrata delle auto blu per ridurre drasticamente il parco auto, incrementando di fatto l`utilizzo di prestigiose utilitarie italiane“. Una proposta concreta, a cui se ne aggiungeranno altre: la palla adesso passa a governo e parlamento.

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