10 Maggio 2007

«Per il governo la Catania-Gela non è pericolosa»

Catania. Al governo nazionale la questione infrastrutturale in Sicilia interessa sino ad un certo punto. Se si parla di strade c`è sempre qualche intoppo, qualche problema. Pochi soldi, scarsa collaborazione regionale, progetti che non piacciono. Ma anche se si parla di sicurezza a Roma non rispondono con grande entusiasmo e partecipazione. Perché in Italia ci sono sì parecchie arterie a rischio, ma, per dirne una, la Catania-Gela no.
Spiega il deputato nazionale del Movimento per l`Autonomia Nello Neri: «Nella risposta di oggi il ministro Bianchi alla mia interrogazione rivolta sulla questione sicurezza della Catania- Gela, ci ha dato conferma – ove ve ne fosse bisogno – che fino a questo momento il governo non ha fatto nulla per affrontare il problema della sicurezza delle strade in Sicilia. E, cosa più grave, abbiamo appreso che nulla ha intenzione di fare nel prossimo futuro, poiché, nessuna delle strade della morte che quotidianamente mietono vittime, rientra nella classifica ministeriale delle strade più pericolose d`Italia».
Insomma ci sarebbero strade più pericolose. Neri chiede: «Le condizioni di sicurezza delle cosiddette strade della morte ci fanno porre solo la domanda di quale sia il numero di morti ritenuto congruo dal governo prima di provvedere all`adeguamento infrastrutturale e alla più elementare messa in sicurezza. Mentre qui seppelliamo le vittime di incidenti, in altre parti d`Italia si lavora già alle terze e quarte corsie autostradali».
La questione della Catania-Gela, ovviamente, non è nuova, nè l`Mpa l`ha tirata fuori solo per sbatterla sotto il naso di Prodi e Bianchi. L`8 gennaio del 2005, governo Berlusconi in carica, Raffaele Lombardo guidò una protesta per ottenere fondi utili almeno alla sistemazione dei tratti più pericolosi. Per tutta risposta l`Anas disse che non c`erano quattrini.
«La nostra battaglia per il Sud, per la Sicilia, per la sicurezza e la dignità dei nostri concittadini non è nata ieri – spiega Lombardo – anche se certo la risposta di ieri del ministro Bianchi credo debba raggiungere chi qualche giorno fa aveva parlato di nostra faccia tosta per la nostra mobilitazione per sottolineare il disinteresse del governo per quella reale emergenza».
E intanto il Codacons siciliano ha annunciato che ha presentato denuncia alla Procura ipotizzando il reato di lesioni colpose e omicidio colposo per chi non ha provveduto alla messa in sicurezza della strada.

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