Codacons: “Prezzi folli per gli spettacoli dal vivo“
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fonte:
- Gazzetta di Parma
Il Codacons: “Prezzi folli per gli spettacoli dal vivo“ P
er Barbra Streisand al Flaminio di Roma biglietti fino a 850 euro
ROMA II Assistere a un concerto o a uno spettacolo dal vivo costa sempre più caro in Italia. E la situazione non cambia se la città che ospita l`evento è una grande metropoli come Roma o Milano o una città di media grandezza. Lo sostiene il Codacons, che ha analizzato i prezzi di alcuni dei principali eventi in calendario nelle prossime settimane. Per il concerto dei Rolling Stones il 6 luglio all`Olimpico di Roma, ad esempio, si spende fino a 177 euro, per quello degli Who all`Arena di Verona l`11 giugno fino a 105,80 euro, mentre per godersi George Michael – sempre a Roma – occorre sborsare fino a 92 euro. E quando il Codacons ha iniziato la sua “campagna “ contro il caro-live, certamente non conosceva ancora i prezzi, annunciati ieri, dell`unica data italiana di Barbra Streisand, il 15 giugno al Flaminio di Roma: 135 euro è il costo del biglietto più “economico“ (curva numerata), mentre la platea numerata 1 arriva a 850 euro. Ma se lo show della Streisand, che si esibisce per la prima volta in Italia, può essere considerato un evento “mondano“ che si rivolge un pubblico ben diverso dal “popolo del rock“, il problema resta. E cari, ricorda il Codacons, sono anche gli artisti di casa nostra: il concerto di Laura Pausini a Milano arriva a costare fino a 57,50 euro, mentre per lo spettacolo di Fiorello il posto migliore costa 63 euro. Prezzi schizzati verso l`alto nel giro di pochissimi anni: i Foo Fighters nel `97 costavano 32 mila lire, Bob Dylan 36 mila lire nel `98, Jamiroquai 32 mila lire nel `95, Depeche Mode 42 mila lire nel `98, Oasis 40 mila lire nel `97. “Si tratta di tariffe folli – afferma Carlo Rienzi, presidente del Codacons – che limitano tali spettacoli solo a chi può permettersi di sborsare cifre elevate. Per questo chiediamo ai Comuni delle varie città che ospitano gli eventi in calendario, di spingere sugli organizzatori e sugli artisti al fine di ridurre sensibilmente i prezzi, così da rendere gli spettacoli fruibili da un maggior numero di spettatori. Un`azione più incisiva sulle tariffe degli eventi dev`essere avviata dai Comuni quando concerti e spettacoli vengono ospitati da strutture legate al comune stesso, come ad esempio l`Auditorium di Roma. Indispensabile poi prevedere sconti per studenti e pensionati “. Il tema del caro-concerti peraltro non è nuovo: lo scorso anno fu il quotidiano “La Repubblica “ a sollevarlo e i principali promoters italiani si difesero sostenendo che i prezzi sono di fatto imposti dal management delle grandi star, che l`organizzazione è sempre più complessa (basti pensare al “carrozzone“ dei Rolling Stones, o allo show di Madonna lo scorso anno) e che all`estero i biglietti sono anche più cari. Insomma, non è a buon mercato ma è il mercato. Popolari sì, ma i prezzi?
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