Manifestanti e Sinti alleati contro il Comune
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fonte:
- Gazzetta di Modena
“No a microaree, coinvolgere la popolazione, paura per i cavi di alta tensione
Alla fine sia il comitato spontaneo “Quattro ville“ che i Sinti si son trovati d`accordo sulle microaree, ma non nella misura e nelle zone stabilite dal comune. “Abbiamo discusso e ci siamo confrontati cordialmente – hanno fatto notare Anna Ferrari e Fabio Galli del Codacons, dopo un`incontro a porte chiuse di circa mezzora coi nomadi – E la conclusione è che servono alternative migliori a quelle messe in campo dall`amministrazione“. I fratelli De Barre hanno precisato che la scelta deve avvenire nel migliore dei modi: “Le nuove localizzazioni, sono una cosa importante da decidere, dato che riguardano il futuro nostro e quello dei modenesi. Per questo la discussione deve coinvolgere noi, il comune, e la cittadinanza“. è la sintesi ed al tempo stesso la conclusione della marcia pacifica di ieri organizzata dal Comitato Quattro Ville, partita dalla chiesa di Collegarola con meta il campo nomadi di via Baccelliera. Pochi i partecipanti all`inizio, ma alla fine risulteranno oltre 60 le persone in cammino. “E` la pioggia, che ha fermato la gente stamane“ dice qualcuno, ma Anna Ferrari incalza: “No, non il tempo; è stata la paura a frenare la partecipazione“. Il corteo prende a muoversi, composto, unito: le donne in testa portano fiori ed un paniere. Non mancano ovviamente cartelli di protesta: “Scollamento a Modena tra amministrazione e cittadini: un abisso“; “Più trasparenza, meno arroganza“ ed altri più o meno soft. “E` una protesta la nostra, contro l`amministrazione – spiega Fontana, del Comitato – che fa errori seri ed accusa noi di razzismo. Non ce l`abbiamo coi nomadi; solo con chi disattende gli impegni presi“. Quelli con i cittadini delle Quattro Ville, ricorda un altro, perché la gente di questo quartiere ha già dato tanto alla città. La marcia prosegue, tra la gente anche politici dell`opposizione. Sighinolfi e Gibellini di An portano sostegno e solidarietà a questi modenesi lasciati soli dal comune. “Mancano trasparenza e democrazia nelle scelte del comune, che decide e deve andar bene per tutti – fa notare Sighinolfi – Sulle microaree siamo da sempre contrari, perché è il modo per ampliare a dismisura i problemi. Giusto invece mantenere il campo unico e farlo gestire loro responsabilmente“. Sulla stessa linea anche Celloni dell`Udc che ribadisce che la gestione comunale del campo fino ad ora è stata “un`indecenza“. Più duro invece Gibellini, mentre afferma che la gente aspetta ancora la convocazione da parte del presidente della circoscrizione Fondriest: “Che non farà, perché non sa più cosa rispondere loro. Sono già stati zittiti una volta sia gli assessori comunali che i consiglieri Ds“. Intanto si fa notare uno col cartello “Integrazione = Lavoro e Rispetto delle Regole“. Fabio Galli, spiega che la vera integrazione passa attraverso il lavoro e non nel cambio di residenza. “Il nostro impegno va in questa direzione, dar una mano loro per un lavoro. Sulla sicurezza il comune dovrebbe far chiarezza su monitoraggio e controllo. E spiegare inoltre in che modo una zona destinata al rimboschimento per l`impatto Tav, già soggetta ad alta tensione, sia ora destinata ad una microarea abitativa“. D`accordo anche Filippo Rossi, consigliere civico (lista arcobaleno) di Campogalliano, che si chiede come fanno gli amministratori di Modena a dire che l`alta tensione non crea problemi di salute. Si arriva al campo. Le donne del corteo consegnano i fiori a quelle Sinti. Strette di mano e via al confronto coi fratelli De Barre ed altri nomadi.
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