6 Maggio 2007

Comune fuori dal Cafc: Codacons contrario

Udine Comune fuori dal Cafc: Codacons contrario
Il responsabile Bruno Peres: l`acqua costerà di più ai consumatori

FAGAGNA. Bruno Peres, responsabile del Codacons della zona collinare, intende intervenire in merito al dibattito sull`acqua, dopo la scelta del Comune di Fagagna di distaccarsi dal Cafc. “La possibilità di gestire il servizio idrico integrato direttamente da parte dei Comuni, cioè senza dover ricorrere alla gara (in-house) è possibile solo se esiste il cosiddetto controllo analogo da parte dei soci – dice Peres -. Data la particolare frammentazione dell`azionariato del Cafc (i Comuni hanno quote che non superano il 4% e mediamente si aggirano sull`1-2%), è praticamente impossibile che un singolo Comune possa esercitare il controllo analogo, in quanto qualsiasi decisione presa dal sindaco di un Comune socio o dalla propria Giunta oppure dal proprio Consiglio comunale, che sia una decisione diversa rispetto alla maggioranza delle deliberazione degli altri Comuni, vedrebbe l`impossibilità dell`applicazione della propria delibera, come per il Comune di Fagagna che ha assunto questa posizione singolare“. “Il Comune di Fagagna – aggiunge il responsabile del Codacons -, non si capisce su quale proposito, ha inteso esercitare il diritto di recesso dal servizio di erogazione dell`acqua potabile dall`attuale gestore del servizio, il Cafc. Prima di rendere efficace tale decisione, il Consiglio di amministrazione del Cafc deve trovare un socio o più soci che acquistino le azioni del Comune che si aggirano sul valore di circa 700 mila euro (calcolato sul valore patrimoniale), oppure, trascorso il periodo previsto nel diritto societario, il Cda Cafc mette in vendita le azioni ad altri enti Locali che potrebbero essere interessati all`acquisto delle quote possedute dal Comune di Fagagna, gli acquirenti, contemporaneamente devono sottoscrivere la Convenzione dei servizi idrici integrati. L`operazione messa in atto dall`amministrazione comunale di Fagagna sostenuta dal sindaco Gianluigi D`Orlandi, ha tutta l`aria di essere più una operazione mercantile dal sapore speculativo per incamerare denaro per le casse del comune, però non si presenta come una più efficace soluzione per l`erogazione di un servizio migliore a beneficio dei cittadini consumatori“. “In ogni caso – conclude la nota – il Comune di Fagagna, immediamente, da quando esercita il diritto di recesso deve gestire in proprio e in economia il servizio di fornitura, stipulando un nuovo contratto di fornitura per l`acquisto dell`acqua potabile all`ingrosso da rivendere agli utenti finali. La fornitura verrebbe conteggiata al costo di quantità erogata all`ingresso della rete, non tenendo in considerazione i quantitativi di acqua che normalmente vengono persi durante tutto il tracciato della rete stessa, con notevole esborso di denaro che viene poi riversato sui costi all`utente consumatore“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this