Protesta dei benzinai: rottura con Bersani, si va verso lo sciopero
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fonte:
- Il Cittadino
ROMA È rottura tra i gestori e il ministro Bersani sulle liberalizzazioni: i benzinai hanno lasciato oggi il tavolo del ministero annunciando una nuova serrata entro fine maggio per “un`ingiustificata“ chiusura del Governo. Ma il Ministro Bersani tiene duro. Ribadisce di essere “aperto al dialogo“ senza però cambiare “il principio di fondo della norma“ che – sottolinea – “resta“. E così per gli automobilisti italiani si profila un maggio di passione. Oltre alla corsa dei prezzi, arrivata ormai sopra quota 1,33 euro, dovranno fare i conti anche con lo sciopero. L`annuncio della serrata – il cui calendario sarà annunciato la prossima settimana – arriva dopo che “ogni proposta, ogni tentativo di avvicinare le posizioni si è scontrato contro un`intransigente chiusura e una indisponibilità che hanno vanificato mesi di lavoro“, spiegano i sindacati dei gestori (Faib-Confesercenti, Fegica-Cisle Figisc-Confcommercio). Non resta “altra scelta che riprendere immediatamente la strada della protesta sociale e delle agitazioni“, proseguono i gestori, mentre Bersani ribadisce: “Crediamo di avere un atteggiamento di disponibilità che incontra alcune preoccupazioni avanzate dalla categoria, ma resta fermo il principio di fondo della norma. Il Parlamento – aggiunge – è in condizione di valutare“.Alla base delle agitazioni dei benzinai, che già nei mesi scorsi hanno portato a scioperi contro il processo di liberalizzazione del settore, ci sono alcune norme del ddl Bersani che, secondo i gestori, aprono alla vendita dei carburanti nella grande distribuzione penalizzando la categoria. Tra queste, quelle relative alle distanze minime tra gli impianti che il ministro non sembra però orientato a rivedere. “Non siamo arrivati a cancellare, a ritirare il concetto dell`abolizione dei limiti numerici e delle distanze“, sottolinea spiegando che l`eliminazione di tali limiti e delle distanze minime tra un impianto e l`altro rappresentano l`aspetto cruciale della legge in tema di liberalizzazione del settore. E mentre si profila la nuova serrata, non si ferma l`ondata di rincari dei prezzi dei carburanti con la benzina che si è portata a quota 1,33 euro al litro negli impianti Erg, attestandosi ai livelli più alti dall`estate scorsa. Complice l`aumento delle quotazioni del greggio e dei prodotti lavorati sulle principali piazze internazionali, per un litro di verde – in molti distributori italiani – gli automobilisti si ritrovano comunque già a fare i conti con prezzi sopra 1,36 euro al litro. Vale a dire superiori alla soglia delle 2.600 lire. In virtù dei differenziali che gravano sui prezzi al consumo in alcune tipologie di impianti, rispetto al prezzo di vendita consigliato dalle compagnie è previsto infatti un aggravio che può arrivare fino a 0,036 euro al litro in alcune zone disagiate del paese ed in alcune province. Tornando alla vertenza dei benzinai, mentre i consumatori del Codacons invitano il governo “a non cedere“ alle pressioni della categoria, gli stessi gestori chiedono chiarezza sui ruoli. “Se il governo – dice Roberto Di Vincenzo della Fegica-Cisl – intende continuare ad appoggiarsi alla stampella dei consumatori, utilizzando demagogici pretesti sull`andamento dei prezzi, non si farà nessun passo avanti“.
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