1 Maggio 2007

In 300 hanno chiesto un risarcimento da 1,6 centesimi

In 300 hanno chiesto un risarcimento da 1,6 centesimi
Pensione Citato pure Berlusconi per gli aumenti non concessi

In circa 12 anni e mezzo di attività i giudici di pace, cioè i giudici più vicini alla gente, hanno svolto un ruolo fondamentale occupandosi praticamente di tutto in materia civile. Basti pensare che ricevono in media circa un milione e mezzo di ricorsi l`anno. Ne esce uno spaccato d`Italia molto significativo anche sul nostro grado di litigiosità per questioni di serie B. Si va dalle microcause quasi insignificanti a vertenze dagli effetti miliardari. La parte del leone dei ricorsi ai giudici di pace resta costituita da quelli riguardanti le multe stradali (autovelox, telelaser o photored; per divieto di sosta, attraversamento del semaforo con il rosso o mancato uso delle cinture o del casco in moto). Esemplare la decisione di quel giudice che annullò le multe a chi guidava senza casco, accampando la scusa di un gran mal di testa. Singolare quella del magistrato di Foligno che ha annullato la multa per eccesso di velocità (andava a 106 km/h in città) ad un frate francescano polacco che portava l`estrema unzione ad un fedele in fin di vita. Il sacerdote ha avuto ragione perché se non fosse giunto in tempo il malato avrebbe potuto subire “un danno irreparabile“. I giudici di pace hanno avuto un ruolo decisivo anche sulla restituzione dei punti sulla patente agli automobilisti multati senza essere stati identificati. Due anni fa l`Alta Corte ritenne fondati i loro rilievi cancellando una norma iniqua poi modificata dal Parlamento. E anche sulla tanto contestata confisca di moto e motorini per il mancato uso del casco, i giudici di pace hanno investito la Consulta inducendo poi le Camere ad una più equa modifica legislativa. Intanto è scontro sulla riforma del ministro della Giustizia Clemente Mastella, che intende sopprimere gli uffici del giudice di pace nei piccoli Comuni soprattutto nel Mezzogiorno accorpandoli nei tribunali per garantire una più omogenea distribuzione sul territorio dei giudici onorari in rapporto ai carichi di lavoro effettivi e ai bacini di utenza anche in vista della progressiva riduzione del personale amministrativo. L`Unione nazionale giudici di pace, il coordinamento nazionale dei Piccoli Comuni italiani, più di 50 sindaci e associazioni culturali e sindacali contestano il provvedimento che prevede la chiusura di 91 degli 849 uffici del giudice di pace e chiedono una revisione delle Circoscrizioni secondo la loro naturale collocazione geografica. Un`altra importante novità è stata, invece, inserita nel disegno di legge sull`immigrazione, varato martedì a Palazzo Chigi. Prevede che l`espulsione degli stranieri non sia più di competenza dei giudici di pace, ma del tribunale. Tra breve la Corte Costituzionale, su richiesta del giudice di pace di Novara, dovrà occuparsi del caso di un rumeno clandestino che contestava l`espulsione dall`Italia perché stava per diventare padre di un bimbo senza essersi sposato. Si sarebbe, infatti, determinata un`ingiustificata disparità di trattamento ai danni del convivente-padre rispetto al marito-padre, che può, invece, beneficiare del divieto di espulsione. Uno dei motivi più frequenti di annullamento delle espulsioni da parte dei giudici di pace è stata la mancata traduzione del relativo decreto nella lingua madre dello straniero perché si viola il suo diritto di difesa. A ricorrere spesso ai giudici di pace sono le associazioni di consumatori (Unione Consumatori, Codacons, Adusbef, ecc.) a tutela dei loro iscritti. Il campionario è vario: si va dall`overbooking praticato da compagnie aeree tenute a risarcire i passeggeri se accettano prenotazioni per uno stesso volo superiori all`effettiva capienza dell`aereo all`indennizzo per le vacanze rovinate da voli aerei cancellati all`ultimo momento; dai rimborsi per le violazioni contestate dall`Antitrust a compagnie assicuratrici per premi troppo bassi al risarcimento danni per il cosiddetto “spamming“, cioè per violazione delle norme sulla protezione dei dati personali a causa dei continui messaggi ricevuti presso la propria casella di posta elettronica; dai rimborsi di fatture addebitate ad un cliente in caso di carta di credito smarrita, ma usata dai ladri, all`indennizzo da black-out di energia elettrica per i cibi in frigo andati a male; dal rimborso della differenza del Iva tra l`aliquota agevolata del 10% sulle bollette del gas metano usato per la cottura dei cibi o per la produzione di acqua calda (rispetto a quella del 20% per il riscaldamento) al rimborso dell`Iva sulle bollette elettriche per la luce perpetua al cimitero, che costa il doppio rispetto a quella di casa (cioè il 20% anziché il 10%); dalla restituzione delle fatture per l`acqua in case disabitate da tempo, calcolata sulla base di consumi a forfait (anziché in base alla lettura effettiva) al rimborso del costo di 17 centesimi di euro per la spedizione a casa delle bollette telefoniche (Telecom Italia ha comunque ora deciso di non addebitare più tale spesa a chi riceve la bolletta via internet). Tra le cause che avrebbero potuto avere un effetto devastante c`è quella riguardante “il signoraggio“ (un antico istituto derivante dal sovrano che battendo moneta, ne garantiva il valore nel tempo ed in cambio di quella specifica garanzia feudale, tratteneva una parte di quell`oro). Il 26 settembre 2005 il giudice di pace di Lecce ritenne illecito questo diritto feudale, quantificato da una perizia tecnica in 5 miliardi di euro nel periodo compreso tra il 1996 e il 2003, pari a 87 euro per ogni cittadino italiano residente. E condannò la Banca d`Italia a pagare 87 euro ad un socio Adusbef che aveva intentato causa all`Istituto di via Nazionale. Per evitare in extremis il pignoramento della scrivania dell`allora Governatore Fazio, la Banca d`Italia pagò un vaglia cambiario di 87 euro più 189,68 euro di spese. Ma il 21 luglio scorso le sezioni unite civili della Cassazione hanno annullato la clamorosa sentenza del giudice di pace dando ragione a Bankitalia. E come un boomerang il socio Adusbef ha dovuto risarcire 1.250 euro di spese legali. Un problema analogo sta accadendo in provincia di Caserta dove migliaia di consumatori hanno ottenuto dal giudice di pace il risarcimento dei danni per il black out del 2003 (in media 25 euro). Ma le sentenze sono state impugnate e chi ha perso viene condannato a pagare diverse centinaia di euro per le spese di causa. Per questo motivo il Codacons ha sollecitato un rapido intervento per la “class action“, denunciando il comportamento di alcuni operatori del mercato che potrebbero vanificare gli effetti delle leggi sulle liberalizzazioni, imponendo nuovi costi agli utenti. Un`altra vicenda singolare è legata al pedaggio autostradale sulla tangenziale di Napoli nel 2001. Infatti, al momento del passaggio dalla lira all`euro, molti automobilisti che avevano pagato mille lire di pedaggio hanno poi chiesto al giudice di pace il rimborso di 1,6 centesimi di euro (circa 30 lire), sentendosi discriminati rispetto a chi aveva, invece, beneficiato dell`arrotondamento del pedaggio a 50 centesimi di euro. Hanno però perso la causa in primo grado e si sono rivolti in Cassazione. Nel 2005 il giudice di pace di Pozzuoli ha condannato il ministero della Giustizia a risarcire a 120 avvocati partenopei un danno “esistenziale“ di 100 euro a testa per lo “stress da inefficienza del sistema giudiziario“. Un altro giudice onorario ha, invece, riconosciuto il danno “esistenziale“ patito da Rex, un cane da caccia razza Epagneul Breton, che mentre passeggiava con il suo padrone fu aggredito da un mastino subendo numerose ferite e un trauma psicologico. Il proprietario del mastino è stato quindi condannato a pagare 2.500 euro per le cure fisiche di Rex e per i danni “esistenziali“ sofferti dall`animale e dal suo proprietario. Un altro giudice di pace, invece, si è addirittura lamentato di non aver potuto interrogare un cane dobermann. Nel 2003 il Giudice di Pace di Manduria ha stabilito che il Comune deve risarcire i danni provoc
ati da cani randagi a un passante su una pubblica via, perché costituiscono un pericolo occulto. Il giudice di Pozzuoli ha invece condannato il Comune per incidenti auto causati sia da un cane randagio, sia da una buca sull`asfalto non segnalata. Niente multa, invece, per chi non allaccia la cintura mentre è in fila per parcheggiare. La Cassazione ha annullato la precedente decisione del giudice di pace di Cesena. Si può ricorrere al giudice anche per il mancato aumento della pensione sociale. Lo hanno fatto due anziane signore di Roma e Udine contestando all`ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di non aver raggiunto i 516 euro mensili promessi dall`ex premier nel contratto con gli italiani. Il giudice di pace si può pronunciare anche su reati di modesto allarme sociale. I giudici di Grosseto e Ancona hanno stabilito che non è reato prendere il sole nudi nel parco della Maremma e ai Sassi Neri, assolvendo dall`accusa di aver compiuto atti contrari alla pubblica decenza dei naturisti che avevano deciso di prendere la tintarella integrale in una zona lontana dai luoghi frequentati dalle famiglie con bambini e dagli altri bagnanti.

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