24 Aprile 2007

Aree nomadi, ipotesi ricorso al Tar

Prosegue la polemica, ma tra i residenti spunta la carta giuridica per sbloccare la trattativa col Comune
Aree nomadi, ipotesi ricorso al Tar

Il presidente del Consiglio comunale Ennio Cottafavi ha ricevuto ieri mattina presso gli uffici del Palazzo comunale una rappresentanza del Comitato Quattro Ville che aveva chiesto un incontro relativo alla localizzazione di due microaree destinate ai nomadi. In realtà l`incontro richiesto era con la conferenza dei capigruppo, ma in Comune, per evitare nuovi autogol come quello sulla questione piazza XX Settembre, hanno negato il permesso. A fare da portavoce ci penserà Cottafavi: “Ho ascoltato le loro ragioni in merito alla questione – ha detto il presidente del consiglio comunale – e, vista la loro aspettativa rispetto ad un incontro con il Presidente del Consiglio comunale, ho anche spiegato qual è il ruolo che ricopro e in quali ambiti questo ruolo possa essere esercitato. Mi sono fatto quindi portavoce per riferire alla Conferenza dei Capigruppo, al sindaco e alla Giunta l`esito dell`incontro. Ho anche evidenziato loro le possibilità previste dal nostro statuto comunale di presentare petizioni, istanze e proposte che, una volta istruite, saranno dibattute da tutto il Consiglio comunale e non solo da una sua, seppur qualificata, rappresentanza, come nel caso della Conferenza dei Capigruppo, che peraltro ha esclusivi compiti di supporto all`organizzazione dei lavori consiliari. Le loro istanze presentate in questo modo avranno la garanzia di essere portate al dibattito di tutto il Consiglio comunale, che su queste proposte dovrà esprimersi e votare, uscendo quindi con una decisione. Vista la loro esigenza di entrare nel merito – conclude Cottafavi – ho infine proposto al Sindaco, che ha prontamente aderito, di riceverli e l`incontro si è svolto subito in un clima cordiale, nel corso del quale i cittadini hanno ribadito la loro posizione“. In sostanza non è cambiato nulla. Ieri sera il comitato di Quattroville si è riunito con il Codacons e all`ordine del giorno c`era ovviamente il “da farsi“ per spostare l`ubicazione di almeno una delle due microaree previste a Lesignana. C`è chi è pronto a manifestare fin sotto piazza Grande per mostrare tutto il suo dissenso e cercando anche in tutta la cittadinanza un appoggio concreto; c`è chi, invece, sta cercando di giocare la carta giuridica per arrivare fino all`ipotesi di un ricorso al Tar dal momento che una delle due aree scelte avrebbe come destinazione d`uso quella di “verde e mitigazione ambientale per l`alta velocità“. Ben diverso dal discorso nomadi.

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