13 Aprile 2007

Venti di crisi, gli ascolti non decollano

REALITY SOLO IL GF SEMBRA REGGERE

“La sposa perfetta“, “Uno, due, tre… Stalla!“: venti di crisi, gli ascolti non decollano

MILANO I REALITY non cessano di far discutere. Forse il genere non è in via di estinzione ma di sicuro dimostra grande affanno. Innanzitutto per gli ascolti. “La sposa perfetta“, in prima serata su Raidue, viaggia sul 10%, non lontana dalla media della rete ma a un livello sicuramente inadeguato visto il costo del programma. E anche “Uno, due, tre… Stalla!“ non dimostra una salute di ferro. L`altra sera ha fatto segnare 4 milioni di spettatori equivalenti al 18%: un punto in più rispetto alla settimana scorsa ma sempre poco, troppo poco, per una rete come Canale 5 che ai suoi investitori garantisce almeno il 21% di ascolto. MA NON SI TRATTA solo di ascolti. Sia “La sposa“ sia la “Stalla“ hanno suscitato un mare di polemiche e di critiche, segno che l`insofferenza verso questo genere di spettacolo sta aumentando. L`ultimo a partire lancia in resta è il Codacons, che ieri ha chiesto di chiudere o almeno spostare “Uno, due, tre… Stalla!“. La definizione, senza mezzi termini, è “una delle trasmissioni più brutte della tv italiana“, e questo è il riassunto delle puntate andate in onda: “Partito come uno dei soliti reality show ben presto, a caccia di audience per non chiudere in anticipo, si è trasformata in rissa e scontri incessanti“. Il programma “sembra rifugiarsi nello scontro volgare tra i concorrenti, con vallette che accusano altre vallette di praticare autoerotismo, belle ragazze con addosso pochi centimetri di vestiti e amenità di ogni genere. E pensare che l`idea originale di far finalmente lavorare davvero le vallette non era niente male“. Conclusione: “Il Codacons chiede al Consiglio nazionale degli Utenti che si valuti lo spostamento della trasmissione ad altro orario più consono, se non la chiusura definitiva del programma“. D`altronde, se Atene (Canale 5) piange, Sparta (Raidue) non ride. Anche “La sposa perfetta“, reality importato direttamente dalla Turchia e condotto da Cesare Cadeo con Roberta Lanfranchi, ha avuto le sue belle grane. L`idea di sottoporre le future aspiranti spose al vaglio delle suocere non è piaciuto a gran parte della società italiana: da Cristiana Muscardini di An (“La formula utilizzata è nociva per la dignità della donna“) alla Federazione della Stampa (“Incivile, ignobile, squallida“) a Vladimir Luxuria (“In questo reality la donna torna alle origini della famiglia: una merce da vendere, sottomessa alla volontà esclusiva dell`uomo“). La sensazione è che il reality, che attualmente si dibatte alla disperata ricerca di nuove formule per sopravvivere, cerchi soprattutto l`ossigeno dello scandalo.

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