Telecom, dimissioni al veleno
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fonte:
- Il Giorno
MILANO DOPO le durissime accuse contro Marco Tronchetti Provera che lo avrebbe “eliminato“, escludendolo dalla lista di Olimpia per il rinnovo del cda, le dimissioni di Guido Rossi dalla presidenza di Telecom erano un atto scontato. E sono state date ieri con “effetto immediato“ e con il passaggio dei poteri per la gestione della società al vicepresidente Carlo Buora, chiamato anche a presiedere l`assemblea del 16 aprile. La seconda avventura al timone del colosso delle Tlc del giurista milanese è durata così duecento giorni. Rossi aveva preso le redini a metà settembre 2006, dopo le dimissioni di Tronchetti seguite alle polemiche sul piano Rovati e allo scandalo delle intercettazioni illegali. E polemica è anche la sua uscita. In un`intervista ha definito l`attuale situazione della compagnia come “il momento più drammatico dell`economia italiana“ aggiungendo che “questa sembra la Chicago degli anni `20“ per la “grave mancanza di regole“ che diventano terreno ideale per chi pensa a portar via più soldi che può. “Quando ho cercato di fare pulizia nel conflitto d`interessi fra Tronchetti e Telecom per il bene dell`azienda, del mercato e del Paese – attacca Rossi – siamo entrati in rotta di collisione. Sono diventato pericoloso per lui, andavo eliminato“. Adesso “mi sento sollevato, mi sono tolto un peso. Ho passato sei mesi d`inferno“. Rossi si scaglia anche contro le commistioni economia-politica: “Il risiko bancario è percorso da tensioni fra Prodi e i Ds. Tronchetti si sente appoggiato da Intesa. Prodi forse pensa di condizionare la vicenda. In tutto questo si perde di vista l`unica questione seria“, il fatto che Telecom “è un patrimonio del Paese“, “un`azienda sana che non merita di essere al centro di un gioco al massacro“. Quindi “ben vengano gli stranieri“. E GLI STRANIERI arriveranno. Resta da capire se gli americani di AT&T e i messicani di America Movil oppure gli europei: Deutsche Telekom, France Telecom e la spagnola Telefonica. Candidate a scendere in campo da sole oppure insieme con le banche. Da una parte Mediobanca e Generali, in disaccordo con la scelta di escludere Rossi dai candidati al nuovo cda, hanno chiesto di essere convocate in tempi rapidi dal presidente del patto Pirelli, lo stesso Tronchetti. Dall`altra c`è Intesa Sanpaolo, che avrebbe cercato di costruire una cordata italiana e ora penserebbe a partner europei. Lo stesso ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, ha ribadito la volontà di lavorare con le altre istituzioni finanziarie per una soluzione condivisa che garantisca la stabilità dell`azionariato di Telecom. E prima indiziata per aggregarsi al polo bancario è Telefonica, che già nei mesi scorsi era vicina a un accordo con Telecom. LA COMPLESSITÀ della vicenda Telecom preoccupa i sindacati, che hanno proclamato lo stato di agitazione: “Per noi Telecom è un`impresa-paese e non può essere ceduta a operatori stranieri“. Il Codacons ha invece inviato un esposto alla Consob e alle Procure di Milano, Torino e Roma in cui chiede di accertare se nel privatizzare Telecom “vi siano state manovre che abbiano danneggiato piccoli azionisti e utenti“. Infine, l`agenzia europea per gli investimenti chiede chiarimenti sulla governance dell`azienda perché, afferma, i recenti avvenimenti rendono difficile, tra l`altro, capire quale sia la strategia industriale perseguita.
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