7 Aprile 2007

Il Codacons chiede che la procura apra un`indagine per istigazione al suicidio

TORINO IN CIMA alle scale da cui sono scesi con il diploma due presidenti della Repubblica e sulle quali ieri è salito un ispettore del ministero, qualcuno ha lasciato un mazzo di primule bianche e un biglietto: “Riposa in pace, sei un angelo“. Per Matteo, che forse nei corridoi dell` Istituto tecnico commerciale Sommeiller veniva chiamato in un altro modo. Perché un fiore corrisponde alla “pietas“ invocata dal procuratore capo Marcello Maddalena, per il quale il caso esigerebbe “il massimo rispetto e la minima pubblicità“. Ora il Codacons chiede che la procura apra un`indagine per istigazione al suicidio, ma per il momento un`inchiesta non c`è in quanto manca la notizia di reato. C`È UN FUNERALE che si celebrerà questa mattina, una famiglia disperata, una scuola in vacanza. Ci sono la custode Maria che non riesce a star dietro alle telefonate e la preside inondata di mail di solidarietà. Caterina Cogno ha incontrato Luigi Favro, l`uomo del ministro, assieme al corpo docente di Matteo. Hanno ribadito all`ispettore che nessuno ha mai percepito situazioni di disagio, che in quelle aule non c`è mai stato alcun pregiudizio sessuale. CON QUESTO spirito hanno studiato al Sommeiller Giuseppe Saragat, Vittorio Valletta, Giuseppe Pella e l`economista Vilfredo Pareto. Quello spirito ha insegnato Luigi Einaudi, che nel `54, da presidente della Repubblica, ha inaugurato la sede di corso Duca degli Abruzzi. Matteo, lì dentro, era davvero diverso dagli altri: il più bravo di tutti. Non un angelo. Uno che ci metteva la testa, non scendeva sotto l`otto e se c`era da copiare lasciava fare. Un mito per l`insegnante di diritto, lo studente ideale per quella di francese. Generoso, educato, sensibile. Dolce come le ragazze con cui legava meglio, e su questo qualcuno deve averci marciato. Sempre un po` disparte, trincerato dietro un bellissimo sorriso. Il procuratore Maddalena ha letto la sua lettera di addio: “Emerge una bella figura di ragazzo, molto commovente“. Priscilla, la sua mamma, ieri è stata nell`ufficio del pm, Paolo Borgna, il magistrato che si occupa del caso per atto dovuto. Non un vero interrogatorio, semplicemente lo sfogo di un genitore: “Diceva che lo prendevano in giro, gli dicevano ti piacciono i maschi. E la scuola sapeva. Ne avevamo parlato anche con la preside“. Una compagna fa notare che non è indispensabile essere gay per trovarsi nei guai. “BASTA VESTIRSI un po` così, portare l`apparecchio ai denti e gli occhiali, non fare parte del branco. Come Matteo“. I genitori di ragazzi omosessuali hanno scritto al ministro Fioroni: “Non pensano mai, i docenti, di averne in media uno per classe, cullandosi nella convinzione che quando uno lo è si vede e ci si regola. Si vedono solo i suicidi, che fra gli adolescenti omosessuali sono il triplo che fra gli eterosessuali“. Cosa si poteva fare per Matteo? “Bastava una telefonata, signor ministro. Bastava fornire a quel ragazzo un numero per salvargli la vita. Non è stato fatto dalla scuola per ignoranza profonda. La risposta della preside che dice sono solo sciocchi scherzi crudeli è agghiacciante“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this