Si muovono consumatori e lavoratori
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fonte:
- Il Gazzettino
Roma Si muovono consumatori e lavoratori. Il Codacons e l`Associazione utenti servizi telefonici hanno inviato un esposto alla Consob e alle Procure della Repubblica di Milano, Torino e Roma, in cui si chiede di accertare “se nel privatizzare la Telecom vi siano state manovre che abbiano danneggiato i piccoli azionisti e gli utenti“. È lo stesso Codacons a dare notizia dell`iniziativa volta a “verificare se le modalità della privatizzazione di Sip-Telecom abbiano prodotto danni agli utenti costretti a pagare il canone in regime di monopolio, e se ancora producano effetti negativi“. Le due associazioni chiedono alla magistratura di accertare “se sia o meno legittima la vendita della rete Telecom e delle sue centrali a soggetti stranieri o anche italiani, con grassi guadagni per pochi soggetti dominanti nelle società di controllo inserite nella piramide che ha acquisito la società telefonica nazionale“.Secondo i consumatori Telecom è venuta in possesso di “un ingente patrimonio grazie ai soldi pagati da 20 milioni di cittadini con le bollette“. Alle Procure si domanda anche di verificare “se le operazioni di vendita preannunciate in questi giorni, rispetto a quelle che verranno effettivamente realizzate, non finiscano per costituire un ingiusto aggravio per piccoli azionisti e per utenti e/o un aggiotaggio del titolo a vantaggio di pochi soggetti“.Da parte loro, invece, le segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil proclamano lo stato di agitazione in tutto il gruppo delle telecomunicazioni e annunciano subito dopo la pausa pasquale un`assemblea nazionale dei quadri e dei delegati per decidere il da farsi: è probabile uno sciopero da proclamare a breve. “Per noi Telecom è un impresa-paese, strategica per l`oggi e per il domani dell`Italia e non può essere ceduta ad operatori stranieri“ dicono le organizzazioni sindacali che chiedono quindi di “garantire l`unitarietà dell`azienda“.Secondo Cgil, Cisl e Uil occorre inoltre difendere l`occupazione e le professionalità di più di 80mila lavoratori, garantendo ulteriore crescita e sviluppo a tutte le attività del gruppo Telecom. “La rete è un asset strategico per i cittadini, le imprese, l`intero sistema nazionale, elemento fondamentale per ulteriori sviluppi dell`intero settore dell`Ict“ dicono ancora i sindacati che chiedono quindi un piano industriale che garantisca la competitività dell`azienda e la “crescita di un sistema più avanzato di telecomunicazioni fatto di maggiore innovazione e di nuove tecnologie“.Non c`è solo la difesa dell`italianità ma, sottolinea il segretario generale del sindacato dei lavoratori della comunicazione Cgil, Emilio Miceli, “a noi stanno a cuore le prospettive industriali di Telecom. La presenza dell`azienda nei mercati dell`America Latina attraverso Tim Brasil, impedita dall`eventuale acquisizione da parte dei messicani di America Movil“. “In questo senso è evidente che la difesa di una grande utility come Telecom – conclude Miceli – coincida perfettamente con una caratterizzazione forte di imprese e capitali che garantiscano l`italianità dell`azienda. Nessuna impresa telefonica in Europa è in mani straniere. Anche qui rischiamo di diventare un`anomalia“.
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