Censiti quasi 2.500 siti inquinati
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Censiti quasi 2.500 siti inquinati
NAPOLI Sono 2.492 in Campania i siti inquinati a causa di attività, lecite e non, legate allo smaltimento dei rifiuti o all`industria. Il problema, evidenziato dai dati Arpac, ha effetti fin troppo facili da intuire sull`economia della regione, dall`agroindustria al turismo, passando per i servizi. A pesare, tra le altre cose, un`emergenza rifiuti lunga ormai 13 anni alla quale nessuno finora è stato in grado di scrivere la parola fine. Secondo l`Agenzia regionale per la protezione dell`ambiente della Campania, i siti inquinati più numerosi sono quelli riconducibili ad attività industriali:se ne contano 1.038, a fronte dei 758 compromessi dallo sversamento illecito di rifiuti e dei 696 legati a forme lecite di smaltimento dell`immondizia. Il primato di provincia con il maggior numero di aree da bonificare spetta a Napoli, con un totale di 1.095 siti, quasi per il 60% segnati da inquinamento industriale. Piuttosto numerose anche le aree interessate da smaltimento di rifiuti non autorizzato (234) e autorizzato (212). Segue la provincia di Caserta, provincia a forte vocazione industriale, con 811 siti. Tra le 136 aree casertane inquinate per sversamento autorizzato di rifiuti si contano poi 13 cave. Presenza più “blanda“ di zone da bonificare nelle altre tre province che insieme ospitano meno di un quarto dei siti inquinati della regione. A Salerno, per esempio, le aree segnalate sono 340, di cui 231 interessate da sversamento autorizzato di rifiuti. In Irpinia si contano 133 siti inquinati mentre a chiudere il quadro è la provincia di Benevento con 113 zone. Rispetto al totale, sono ben 1.878 le aree inquinate che si trovano in zone di pregio giudicate di interesse nazionale. Numeri tristi cui fa eco l`ultimo Rapporto dell`Agenzia per la protezione dell`ambiente e per i servizi tecnici (Apat), secondo il quale il 43% dei reati ambientali riconducibili all`attività delle cosiddette ecomafie ha come teatro proprio la Campania. I dati in questione saranno diffusi a maggio prossimo da Coldiretti a Napoli, a conclusione della campagna “Un gesto d`amore per la nostra terra“, nell`ambito della quale sono state raccolte 100mila firme per chiedere alla Regione Campania di investire una porzione consistente dei fondi europei della Programmazione 20072013 nella bonifica dei suoli inquinati. A supportare l`iniziativa, nata in seno all`Osservatorio per le politiche territoriali e dell`ambiente della Campania, le sigle ambientaliste (da Legambiente, al Wwf, passando per Italia Nostra e Lipu)e quelle dei consumatori (Codacons, Federconsumatori, Adiconsum, Unione consumatori),oltre ad alcune associazioni di medici. “è una battaglia nella quale crediamo molto – spiega il direttore regionale di Coldiretti Vito Amendolara – che si muove in una precisa direzione: sensibilizzare la Regione a un impegno maggiore, alla luce della disponibilità dei fondi europei 20072013, alla bonifica dei siti inquinati“. Un scelta che, secondo Amendolara, porterebbe molteplici effetti positivi. “Innanzitutto – spiega il direttore di Coldiretti -si andrebbe verso un radicale miglioramento della qualità della vita in regione che a seguire si tradurrebbe in un`economia più florida“. L`agroindustria è uno dei settori che beneficerebbe di più. “Un territorio sicuro – continua Amendolara – garantisce prodotti più sicuri per il consumatore, ma il discorso va esteso ad altri importanti settori dell`economia regionale. Penso per esempio al turismo, da tempo indicato come la leva sulla quale insistere per rilanciare la regione:una regione senza problemi ambientali si venderebbe meglio sul piano del marketing territoriale. La Campania è tristemente famosa per la storica emergenza rifiuti. Sarebbe il caso – conclude Amendolara – di invertire la rotta inviando al tempo stesso un segnale forte ai mercati internazionali di riferimento“.
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