Una Pasqua prudente ma con l`incognita (positiva) dell`ultima ora
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fonte:
- Il Messaggero
PERUGIA – Una Pasqua prudente ma con l`incognita (positiva) dell`ultima ora che potrebbe accelerare gli acquisti e portare gli affari sui livelli dello scorso anno. E` la cornice entro la quale si muovono negozianti e consumatori umbri, sospesi tra rispetto della tradizione e ricerca del miglior rapporto prezzo/qualità. C`è chi non rinuncia al fai-da-te, specie nel perugino per le torte al formaggio, riscoprendo il piacere dei prodotti artigianali. E mentre i settori allevamenti/macellerie si preparano alla consueta “strage di innocenti“ c`è chi si preoccupa della dieta post Pasqua e delle false colombe. Tra i prodotti tradizionali le uova al cioccolato per il Codacons sono a rischio rincaro ma, al massimo, di un 4-5%. Prezzi stabili per le colombe dalle marche commerciali (in media 2,90 euro al kg) mentre quelle “griffate“ sono più care del 6,6%. Non mancano le offerte che in entrambi i casi, già dalla scorsa settimana, hanno fatto scendere i prezzi anche sotto i due euro. “Tra le uova di cioccolata – spiega il titolare di un supermercato perugino – ce ne sono alcuni da mezzo chilo che vendiamo a 2,98. E si tratta di prodotti di qualità“. E proprio dai negozianti che arrivano le prime indicazioni sulla Pasqua che verrà, sia a livello di consumi che di tendenze. A cominciare dalla carne. “Al di là delle tradizioni – spiega Lucio Tabarrini, commerciante perugino – la scelta avviene prima di entrare in negozio. Il cliente ha già le idee chiare e cerca la qualità. Per ora c`è una fase attendistica, come sempre, e l`impressione è che la gente compri solo ciò che realmente serve, sceglie, seleziona. L`obiettivo è confermare il budget dello scorso anno con il lavoro che si concentrerà negli ultimi giorni“. Una nuova consapevolazza nell`acquisto che segue anche una maggiore preparazione degli stessi operatori. “I corsi di aggiornamento svolti presso l`Università dei sapori – fa notare Oriando Cardinali, presidente regionale di Federcarni – fanno si che i macellai offrano gamme di prodotti in più rispetto al passato. Ed i clienti si adeguano. In Umbria, rispetto alle altre regioni italiane, nel consumo di carni bovine si sta diffondendo quello del quarto anteriore, di solito più lungo da cucinare rispetto a fettine e bistecche“. Capitolo prezzi. Rispetto al 2006 non sono segnalate grosse variazioni, specie per quanto riguarda agnello, suino e pollame. “Anche le previsioni di consumo sono simili al 2006 – aggiunge Cardinali – e qualche variazione nella domanda potrebbe derivare, a livello nazionale, dalla coincidenza con la Pasqua ebraica. La carne bovina, invece, è appurato che costa meno di 3/4 anni fa mentre nel suino riscontriamo prezzi stabili e in discesa all`ingrosso con listini di favore anche al dettaglio“. Anche su frutta e verdura, per ora, non si registrano i paventati rincari seguiti all`ondata di freddo di inizio primavera. “I prezzi non sono stati ritoccati – fa notare un operatore del settore – ed anzi, rispetto allo scorso anno sono aumentate le offerte, i volumi di vendita e sono invece diminuiti gli incassi. E quindi i prezzi sono scesi anche se certe produzioni invernali (vedi agrumi, cavolo e carciofi) hanno sofferto la mancanza di freddo“. Nonostante l`affezione alle tradizioni, anche in Umbria certe strategie commerciali stanno cambiando le abitudini dei consumatori. “Su uova, colombe e torte al formaggio c`è comunque un picco di vendite – fa notare Pietro Passeri, presidente degli alimentaristi di Confcommercio Perugia – me inferiore rispetto al passato: il cioccolato c`è sempre sugli scaffali, fino a due settimane fa si vendevano pandori a 1 euro ed anche la torta di Pasqua viene ormai prodotta tutto l`anno. Oggi, complici anche le nuove norme sanitarie, al massimo, se ne preparano una o due al massimo e in casa, mentre in passato c`era quasi un “saccheggio“ dei forni comuni“. Intanto, Telefonoblu ha stilato una sorta di lista dei “nemici della linea“, con gli over 40 che, tra dolci e manicaretti pasquali, rischiano di prendere dai 3 ai 5 chilogrammi. Sotto accusa, grigliate, cioccolato, colombe e agnello, con le gite all`aria aperta additate perché accrescerebbero l`appetito. Dieta a rischio anche per pranzo dai parenti o in ristorante. Dall`Unione consumatori, infine, l`allarme sulle false colombe, straniere, con molto zucchero, poco burro e poche uova.
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