1 Aprile 2007

Benzina alle stelle, arriva il rincaro pasquale

Benzina alle stelle, arriva il rincaro pasquale
Per i petrolieri la causa è il greggio a 67 dollari al barile, ma i consumatori denunciano all`Antitrust la coincidenza tra aumenti ed esodo

Roma Non si ferma la corsa dei prezzi dei carburanti con la benzina che è tornata a sfiorare gli 1,3 euro al litro, vicinissima alla quota psicologia delle 2.500 lire del vecchio conio. Ed il gasolio che, a ruota, è in alcuni distributori italiani ad un passo da 1,14 euro, vale a dire oltre le vecchie 2.200 lire. A spingere i prezzi dei carburanti che si attestano così ai massimi del 2007 ci sono, ancora una volta, le quotazioni dell`oro nero che negli ultimi giorni si sono portate sui 67 dollari al barile, rischiando di innescare una nuova ulteriore ondata di rincari sui prezzi della verde e del gasolio che potrebbe `rovinare` le prossime scampagnate pasquali degli italiani.Solo nell`ultima settimana i prezzi della verde, negli impianti di alcune compagnie, sono saliti di 0,025 euro al litro: circa 50 lire cioè per rimanere nel paragone con il vecchio conio. E, nel giro di un mese, lo `scarto` è stato di quasi 0,07 euro al litro che per un pieno di un`auto di medio-alta cilindrata si traduce in un aggravio fino a 3,5 euro considerando che, a fine febbraio, un litro di benzina costava fino a 1,215 euro al litro contro gli attuali picchi a 1,285 euro.Il quadro non è migliore per le auto diesel: il prezzo del gasolio continua infatti la sua corsa, sui ritmi di quella della benzina. E, nell`ultima settimana, ha messo a segno un rincaro fino a 0,02 euro al litro con un aggravio – nell`ultimo mese – di circa 0,04 euro che si traducono in 2 euro in più per ogni riferimento completo sempre per un auto di medio-alta cilindrata.E mentre non si placano le polemiche dei consumatori che continuano a denunciare un adeguamento dei “prezzi a doppia velocità“ con tempi più rapidi in caso di aumento e ritardi nel caso di trasferimento al consumo dei ribassi delle quotazione petrolifere, sul banco degli imputanti ancora una volta c`è il prezzo del barile. Il greggio nelle ultime settimane ha ripreso a salire, spinto tra le altre cose – in ordine di tempo – dalle nuove tensioni geopolitiche tra Gb ed Iran dopo il rapimento dei marinai britannici. Venerdì scoro le quotazioni sono così tornare sui 67 dollari al barile per il greggio americano mentre i future sul brent, il petrolio di riferimento europeo, hanno superato i 69 dollari. Il livello più alto cioè da sette mesi, dal 4 settembre scorso. Ma i consumatori sentono puzza di bruciato. “Era già successo anche sotto le feste di Natale – dicono – che i prezzi avevano subito un brusco rialzo“. L`accusa rivolta a compagnie e a distributori di fare cassa sugli “esodi“. “Gli aumenti dei prezzi dei carburanti di queste ore non ci sorprendono affatto ed erano del tutto prevedibili“ scrive il Codacons. “Si tratta di una vergogna tutta italiana“ – sostiene il presidente Carlo Rienzi – su cui “l`Antitrust deve intervenire, indagando su tali aumenti ed evitando stangate nei prossimi giorni a danno dei cittadini che decideranno di spostarsi nei giorni di Pasqua“.

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