PETROLIO: TORNA AI MASSIMI DA 3 MESI, OCCHI SU BENZINA
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fonte:
- Ansa
A RISCHIO RIALZI CARBURANTI; BOTTA RISPOSTA DE VITA-BERSANI
(ANSA) – ROMA, 26 MAR – Le tensioni in Iran riaccendono le
quotazioni del petrolio, che tocca i 63 dollari e torna ai
massimi da tre mesi. Sulla scia dei prezzi del greggio cresce il
timore che anche i listini dei carburanti rialzino la testa.
“Siamo abituati alle altalene dei prezzi“, sintetizza il
presidente dell`Unione petrolifera, Pasquale De Vita, che non si
lancia in previsioni, ma non può escludere rincari per benzina
e gasolio. E di fronte agli aumenti, aggiunge, il governo può
far poco. “Speriamo che quel che non riesce a fare il governo,
riesca a farlo De Vita“, risponde a distanza il ministro per lo
Sviluppo Pierluigi Bersani.
A New York il barile è balzato oltre la soglia dei 63
dollari. Il futures con consegna a maggio ha toccato quota 63,30
dollari al barile, segnando i massimi dal 21 dicembre. Prezzi in
aumento anche a Londra per il Brent, che guadagna 1,12 dollari e
si porta a 64,30 dollari al barile. Due gli elementi chiave che
pesano sulle quotazioni: la cattura di 15 militari inglesi da
parte delle forze iraniane e l`approvazione, da parte del
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, delle nuove sanzioni
contro il programma nucleare di Teheran. I mercati speculano
sulla possibilità che il Paese, le cui riserve di petrolio sono
le seconde più grandi al mondo, reagisca chiudendo i rubinetti
e innescando una corsa al rialzo dei prezzi.
Di fronte alla nuova fiammata dei prezzi dell`oro nero il
rischio è che, a breve, gli aumenti si scarichino sui listini
dei carburanti. Il presidente dell`Unione petrolifera, Pasquale
De Vita, frena e afferma “che è difficile fare previsioni“.
Troppe le variabili, legate soprattutto allo scenari globali e
alle speculazioni che vengono messe in atto sui mercati
internazionali. “Ogni giorno – osserva De Vita – si consumano
82 milioni di barili di petrolio, ma se ne vendono e comprano
400 barili, cinque volte e mezzo la produzione mondiale“.
Sul fronte prezzi nulla è scontato, sostiene quindi il
presidente dell`Up. Ma neppure si può escludere che una nuova
ondata di rialzi sia alle porte. E in questo campo “il governo
non può fare molto“, aggiunge, perché è il mercato a
decidere. “Speriamo che ciò che non può fare il governo possa
farlo De Vita“, gli manda a dire Bersani. Il ministro continua
a tenere alta la guardia sull`andamento dei prezzi della benzina
e in più occasioni, negli ultimi tempi, ha ribadito che bisogna
lavorare per contenerli e ha puntato il dito sulla forbice tra
Italia e Ue. Ma i più arrabbiati sono i consumatori. Le
associazioni continuano a lamentare una scarsa concorrenza del
settore e anche oggi sono scese in campo. A `pungolarle` una
dichiarazione dello stesso De Vita. “Le compagnie petrolifere
non fanno cartello – ha detto -. L`unico cartello che c`é è
quello dell`Opec e funziona bene“. “La mancanza di concorrenza
– ha immediatamente risposto il Codacons – è sotto gli occhi di
tutti e non ha giustificazione alcuna“. (ANSA).
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