27 Marzo 2007

PETROLIO: TORNA AI MASSIMI DA 3 MESI, OCCHI SU BENZINA

PETROLIO: TORNA AI MASSIMI DA 3 MESI, OCCHI SU BENZINA /ANSA

A RISCHIO RIALZI CARBURANTI; BOTTA RISPOSTA DE VITA-BERSANI

(ANSA) – ROMA, 26 MAR – Le tensioni in Iran riaccendono le

quotazioni del petrolio, che tocca i 63 dollari e torna ai

massimi da tre mesi. Sulla scia dei prezzi del greggio cresce il

timore che anche i listini dei carburanti rialzino la testa.

“Siamo abituati alle altalene dei prezzi“, sintetizza il

presidente dell`Unione petrolifera, Pasquale De Vita, che non si

lancia in previsioni, ma non può escludere rincari per benzina

e gasolio. E di fronte agli aumenti, aggiunge, il governo può

far poco. “Speriamo che quel che non riesce a fare il governo,

riesca a farlo De Vita“, risponde a distanza il ministro per lo

Sviluppo Pierluigi Bersani.

A New York il barile è balzato oltre la soglia dei 63

dollari. Il futures con consegna a maggio ha toccato quota 63,30

dollari al barile, segnando i massimi dal 21 dicembre. Prezzi in

aumento anche a Londra per il Brent, che guadagna 1,12 dollari e

si porta a 64,30 dollari al barile. Due gli elementi chiave che

pesano sulle quotazioni: la cattura di 15 militari inglesi da

parte delle forze iraniane e l`approvazione, da parte del

Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, delle nuove sanzioni

contro il programma nucleare di Teheran. I mercati speculano

sulla possibilità che il Paese, le cui riserve di petrolio sono

le seconde più grandi al mondo, reagisca chiudendo i rubinetti

e innescando una corsa al rialzo dei prezzi.

Di fronte alla nuova fiammata dei prezzi dell`oro nero il

rischio è che, a breve, gli aumenti si scarichino sui listini

dei carburanti. Il presidente dell`Unione petrolifera, Pasquale

De Vita, frena e afferma “che è difficile fare previsioni“.

Troppe le variabili, legate soprattutto allo scenari globali e

alle speculazioni che vengono messe in atto sui mercati

internazionali. “Ogni giorno – osserva De Vita – si consumano

82 milioni di barili di petrolio, ma se ne vendono e comprano

400 barili, cinque volte e mezzo la produzione mondiale“.

Sul fronte prezzi nulla è scontato, sostiene quindi il

presidente dell`Up. Ma neppure si può escludere che una nuova

ondata di rialzi sia alle porte. E in questo campo “il governo

non può fare molto“, aggiunge, perché è il mercato a

decidere. “Speriamo che ciò che non può fare il governo possa

farlo De Vita“, gli manda a dire Bersani. Il ministro continua

a tenere alta la guardia sull`andamento dei prezzi della benzina

e in più occasioni, negli ultimi tempi, ha ribadito che bisogna

lavorare per contenerli e ha puntato il dito sulla forbice tra

Italia e Ue. Ma i più arrabbiati sono i consumatori. Le

associazioni continuano a lamentare una scarsa concorrenza del

settore e anche oggi sono scese in campo. A `pungolarle` una

dichiarazione dello stesso De Vita. “Le compagnie petrolifere

non fanno cartello – ha detto -. L`unico cartello che c`é è

quello dell`Opec e funziona bene“. “La mancanza di concorrenza

– ha immediatamente risposto il Codacons – è sotto gli occhi di

tutti e non ha giustificazione alcuna“. (ANSA).

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