Petrolio ai massimi dell`anno dopo le tensioni in Medio Oriente
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fonte:
- Denaro.it
Le tensioni in Iran, dopo la cattura di quindici marinai della Marina britannica da parte di Teheran, riaccendono le quotazioni del petrolio, che tocca i 63 dollari a New York e torna ai massimi da tre mesi, record nel 2007. Ma il presidente americano, George W. Bush, si dichiara “ottimista“ sul raggiungimento dei tagli ai consumi di petrolio negli Stati Uniti e invita il Congresso a muoversi nella stessa direzione. Incontrando alla Casa Bianca i vertici di General Motors, Ford e Chrysler, Bush aggiunge che anche i produttori di auto “riconoscono“ l`importanza dell`obiettivo di maggiore utilizzo dei carburanti alternativi ed ecologici. In particolare, Bush si dice “ottimista“ sulla possibilità di raggiungere l`obiettivo di un taglio del 20 per cento dei consumi di carburante in dieci anni. Sui nuovi piani per incrementare la produzione di carburanti alternativi, i giganti del mercato automobilistico Usa si impegnano a fare in modo che per il 2012 metà dei veicoli prodotti annualmente siano alimentabili all`85 per cento da etilene e biodiesel. Intanto in Italia sulla scia dei prezzi del greggio cresce il timore che anche i listini dei carburanti rialzino la testa. “Siamo abituati alle altalene dei prezzi“, sintetizza il presidente dell` Unione petrolifera, Pasquale De Vita, che non si lancia in previsioni, ma non può escludere rincari per benzina e gasolio. E di fronte agli aumenti, aggiunge, il governo può far poco. “Speriamo che quel che non riesce a fare il Governo, riesca a farlo De Vita“, risponde a distanza il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani. Due gli elementi chiave che pesano sulle quotazioni sui mercati internazionali: la cattura di quindici militari inglesi da parte delle forze iraniane, come detto sopra, e l`approvazione, da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, delle nuove sanzioni contro il programma nucleare di Teheran. I mercati speculano sulla possibilità che il Paese, le cui riserve di petrolio sono le seconde più grandi al mondo, reagisca chiudendo i rubinetti e innescando una corsa al rialzo dei prezzi. Di fronte alla nuova fiammata dei prezzi dell`oro nero il rischio è che, a breve, gli aumenti si scarichino sui listini dei carburanti. De Vita, frena e ribadisce “che è difficile fare previsioni“. Troppe le variabili, legate soprattutto allo scenari globali e alle speculazioni che vengono messe in atto sui mercati internazionali. “Ogni giorno – osserva il presidente dell`Unione petrolifera italiana – si consumano 82 milioni di barili di petrolio, ma se ne vendono e comprano 400 barili, cinque volte e mezzo la produzione mondiale“. Sul fronte prezzi nulla è scontato, sostiene quindi il presidente dell`Up. Ma neppure si può escludere che una nuova ondata di rialzi sia alle porte. E in questo campo “il Governo non può fare molto“, aggiunge, perché è il mercato a decidere. “Speriamo che ciò che non può fare il Governo possa farlo De Vita“, gli manda a dire quindi Bersani. Il ministro continua a tenere alta la guardia sull`andamento dei prezzi della benzina e in più occasioni, negli ultimi tempi, ribadisce che bisogna lavorare per contenerli e punta il dito sulla forbice tra Italia e Unione europea. Ma i più arrabbiati sono i consumatori. Le associazioni continuano a lamentare una scarsa concorrenza del settore e anche ieri sono scese in campo. A “pungolarle“ una dichiarazione proprio dello stesso De Vita. “Le compagnie petrolifere non fanno cartello – afferma il presidente dell`Unione petrolifera italiana -. L`unico cartello che c`è è quello dell`Opec e funziona bene“. “La mancanza di concorrenza – risponde immediatamente il Codacons – è sotto gli occhi di tutti e non ha giustificazione alcuna“.
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