“Serve trasparenza, giusto conoscere questi dati“
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fonte:
- Messaggero Veneto
“Serve trasparenza, giusto conoscere questi dati“
Le associazioni dei consumatori promuovono la pubblicità delle dichiarazioni Irpef dei lavoratori autonomi “Diffondere le dichiarazioni dei redditi più “pesanti“ divise per ogni categoria è un`operazione all`insegna della trasparenza e come tale va difesa e incentivata“. E` un coro unanime quello delle associazioni dei consumatori cittadine. Un coro in difesa del “diritto di verificare la corrispondenza tra i guadagni denunciati e il tenore di vita“. Un coro che, indignato per le differenze riscontrate tra alcune categorie, invita a maggiori controlli la Guardia di Finanza. In prima linea a favore della trasparenza ci sono il Codacons della provincia di Udine, Federconsumatori e Adiconsum. Nessun commento invece è arrivato ieri dai vertici udinesi della Guardia di finanza. E anche l`avvocato Vitto Claut, presidente regionale del Codacons, ha preferito glissare: “Si tratta di una materia un po` particolare, preferisco non fare dichiarazioni. Non c`è alcuna battaglia da fare, sono situazioni reali su cui non ho nulla da dire“. Sul tema della pubblicazione dei redditi si è più volte espresso il garante per la protezione dei dati personali. E in ogni caso trattato, il responsabile nazionale della Privacy ha ribadito l`infondatezza dei ricorsi anche facendo riferimento a un quadro normativo che getta le sue radici addirittura in un Dpr del 1973. Lo stesso decreto fa riferimento al fatto che si può esporre i redditi imponibili dei cittadini qualora, come nei casi in questione, superino una certa soglia. “Penso che sia giusto rendere pubblici questi dati – spiega il presidente della Federconsumatori, Raffaele Alviggi – anche se si tratta di questioni personali. E` giusto mettere nelle condizioni i cittadini di conoscere i redditi dei più ricchi divisi per categoria. Ed scandaloso vedere che i gioiellieri dichiarano di guadagnare così poco. C`è una disparità evidente che dovrebbe portare a un incremento dei controlli“. Sulla stessa linea anche il referente provinciale del Codacons, Pierluigi Chiarla che afferma: “Dobbiamo ringraziare l`Agenzia delle entrate che ci ha permesso di conoscere queste dichiarazioni. Personalmente sono rimasto molto stupito nel non vedere certi nomi. Evidentemente qualcuno dichiara meno di altri. Ma è bene che tutti sappiano quali sono i volumi di affari e i guadagni delle diverse categorie“. Per Sergio Marsilio della segreteria Adiconsum si tratta di “un`operazione trasparente che consente a chiunque di verificare la corrispondenza tra il tenore di vita delle persone più ricche e il loro reddito evidenziando così le eventuali discrasie che in alcuni casi, e in particolare per alcune categorie, sono evidenti“.
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