“Musica e schiamazzi, regole concordate“
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fonte:
- Il Gazzettino
“Musica e schiamazzi, regole concordate“
Il problema del rumore molesto, in particolare di quello generato dai locali pubblici e dagli avventori poco civili, che tolgono quiete e sonno ai vicini, è stato affrontato nei giorni scorsi anche nel corso delle assemblee mandamentali organizzate dall`Ascom. Le lamentele stanno diventando davvero troppe e spingono alcuni sindaci a meditare su rimedi drastici, ha detto sergio Lucchetta, presidente della commissione Ascom per il turismo, “mentre a nostro avviso è necessario fare un progetto comune, che badi non solo alla tutela dei cittadini, ma anche a mantenere vivi i centri storici. Pertanto – ha annunciato – abbiamo deciso di contattare i sindaci, affinchè contribuiscano a diffondere una maggiore tolleranza e a formulare i regolamenti con il contributo della categoria dei pubblici esercizi. I locali aperti attraggono gente, vivacizzano il centro e arginano la criminalità. Mi spiego: se alle 22 i locali chiudono e si spegne tutto, la città resta in mano a coloro che stanno bene solo quando non li vede nessuno“. Unanimemente contrari si sono detti gli esercenti anche alla proposta della Lega di vietare la consumazione serale di alcolici all`aperto nei luoghi pubblici. “Una proposta inapplicabile e inaccettabile – l`ha definita Lucchetta – che avrebbe messo il barista nella condizione di dover correre dietro al cliente in procinto di uscire con il calice. E che avrebbe eliminato la possibilità di consumare bevande o di cenare all`aperto durante l`estate“.Tutti hanno invece aderito con entusiasmo alla campagna anti-alcol a meno 16, che mira a dissuadere i minorenni, attraverso l`affissione nei locali di locandine ad hoc, dall`ordinare bevande alcoliche. Mentre per quanto riguarda i listini dei prezzi, l`Ascom ha deciso di non influenzare gli iscritti, come previsto dall`Antitust, “per non fare cartello“ . Sempre in tema di listini, dal sopralluogo del Codacons dei giorni scorsi, è emerso che solo una minoranza dei locali li espone fuori e dentro e li colloca anche sui tavoli. “In un locale sprovvisto di listino è anche capitato – ha raccontato Pierluigi Chiarla, del Codacons – che un avventore abbia pagato un decaffeinato 1 euro e un altro, successivamente, 1 euro e 50“.
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