16 Marzo 2007

MAMMA, LA TURCO

Poche parole sono bastate al Tar del Lazio per sospendere il decreto-legge firmato dal ministro della Salute Livia Turco: “La scelta effettuata non risulta supportata da alcuna istruttoria tecnica che giustifichi il raddoppio del parametro moltiplicatore“. Addio, dunque, ai mille milligrammi di quantitativo massimo di cannabis che, secondo il Governo Prodi, poteva essere detenuto per uso personale. I giudici amministrativi sono partiti dal Testo unico sugli stupefacenti per mandare in fumo i sogni di liberalizzazione delle canne : il decreto del 1990 – scrivono – non conferisce al decreto interministeriale del Governo Prodi “un potere politico di scelta in ordine alla individuazione dei limiti massimi delle sostanze stupefacenti“, ma solo “un potere di scelta di discrezionalità tecnica“. E pensare che il ministro dello spinello bocciato ieri dal Tar è proprio quello della Salute. Fu la Turco a voler – in nome di una battaglia tutta ideologica – scavalcare alla fine del 2006 la normativa in vigore, portando in Consiglio dei ministri un decreto con il quale ha innalzato da 500 milligrammi a un grammo la quantità massima di principio attivo di cannabis per uso personale. Per carità, almeno in questo la sinistra è stata coerente con il suo programma di distruzione di massa , contenuto nel libercolo da 281 pagine distribuito in campagna elettorale: “Alla tolleranza zero – si legge – bisogna opporre una strategia dell accoglienza sociale a partire dalla decriminalizzazione delle condotte legate al consumo“. Annunciato e fatto. Tutto ciò, tuttavia, non è sfuggito al centrodestra così come all associazione dei consumatori Codacons e a una comunità terapeutica di Taranto che hanno presentato la richiesta di sospensione del decreto-legge. Addio, per il momento, al limite massimo di possesso personale di mille milligrammi di principio attivo della cannabis (il THC ovvero delta-9-tetraidrocannabinolo), equivalenti a 40 spinelli di marijuana o di hashish. La Turco ha già annunciato di voler fare appello al Consiglio di Stato “perché ne ritengo infondate le motivazioni“. Errare è umano, perseverare diabolico: così Roberto Cota, vice capogruppo della Lega Nord, si rivolge al ministro. “Non paga del messaggio negativo legato al suo decreto – prosegue il membro del Carroccio – il ministro annuncia di voler perseverare nell errore ricorrendo al Consiglio di Stato. La Turco è disposta a imbastire una querelle giudiziaria pur di riaffermare il principio della droga libera: ci ripensi. La via per contrastare il fenomeno della droga non è certo quella di renderne più facile il consumo“. E mentre la Turco affila le armi dell ideologia, il ministro per la Solidarietà Sociale Paolo Ferrero chiede l avvio delle discussione su nuova legge dedicata agli stupefacenti: “L emergenza creata dall aumento dell uso di sostanze dannose per la salute ripropone l urgenza di dare vita a un intervento coordinato nella lotta alla droga“. La sinistra, dunque, strilla. E la Cdl, nuovamente, chiede che tolga il disturbo. Alla notizia della sentenza del Tar l opposizione ha invocato le dimissioni del ministro Turco. “Dopo la figuraccia – ha dichiarato il deputato Domenico Di Virgilio, capogruppo di Fi nella commissione Affari sociali – ci aspettiamo dal ministro un gesto di responsabilità. Per questo chiediamo le sue dimissioni“.

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