16 Marzo 2007

Cannabis, il Tar boccia la Turco stop al decreto che raddoppia le dosi

Cannabis, il Tar boccia la Turco stop al decreto che raddoppia le dosi
“Le tabelle senza istruttoria tecnica“. Il ministro: farò appello Il provvedimento innalzava a un grammo la quantità massima per l`uso personale L`azione era partita dal Codacons e da una cooperativa Il centrodestra: dimissioni

ROMA – Il Tribunale amministrativo del Lazio “sospende“ il decreto Turco che, lo scorso 13 novembre, aveva raddoppiato da mezzo ad un grammo di principio attivo della “cannabis“, quantità massima per evitare le sanzioni penali previste dalla legge Fini-Giovanardi. Il Tar ha accolto il ricorso presentato dal Codacons e da una cooperativa di Taranto. “Farò ricorso al Consiglio di Stato – è stata la prima reazione del ministro Livia Turco – e, comunque, è la legge Fini-Giovanardi che va cambiata“. Immediata la polemica politica. Il centro-destra, Francesco Storace in testa, chiede le dimissioni del ministro della Salute. La maggioranza fa quadrato a difesa della Turco e del suo decreto. Ma con quale motivazione i giudici amministrativi hanno spiegato la loro decisione? La legge, afferma l`ordinanza, “non conferisce al decreto un potere politico di scelta in ordine alla individuazione dei limiti massimi delle sostanze stupefacenti o psicotrope che possono essere detenute senza incorrere nelle sanzione penali“, bensì “un potere di scelta di discrezionalità tecnica, soprattutto per quanto attiene alle competenze del ministero della Salute“. In altre parole, in base alla legge Fini-Giovanardi, la quantità di sostanza ad uso personale non può essere decisa sulla base della discrezionalità politica: dunque non una scelta del ministro, ma di una commissione di esperti. Non solo: “La scelta effettuata con il decreto impugnato non risulta supportata da alcuna istruttoria tecnica che giustifichi il raddoppio del parametro moltiplicatore“, scrive il Tar. Secondo la Turco, invece, la legge Fini-Giovanardi “non offre alcuno strumento tecnico per determinare tale quantità“ visto che “la stessa Commissione scientifica, insediata dall`allora ministro Storace per determinare i quantitativi di sostanze che fanno scattare le sanzioni amministrative o i provvedimenti penali, concluse i suoi lavori segnalando l`impossibilità di una valutazione tecnica che fosse sostituiva della decisione politica. E ciò proprio in riferimento alla determinazione delle quantità massime che evitano le sanzioni penali“. La decisione, cioè, spetta al ministro, sostennero allora i tecnici nominati da Storace. E la questione potrebbe complicarsi ulteriormente: “Qualora anche il Consiglio di Stato dovesse confermare gli orientamenti del Tar – ha spiegato Turco – si potrebbe ritenere annullabile anche il vecchio decreto “Berlusconi-Storace“, rendendo di fatto inapplicabile la stessa legge Fini-Giovanardi“. Se, cioè, non è la discrezionalità politica a poter fissare le quantità consentite, allora anche le norme precedenti, che fissano tali quantità, dovrebbero decadere. Intanto divampa la polemica politica. Plaude la decisione del Tar, Carlo Giovanardi dell`Udc: “Il raddoppio del limite della cannabis detenibile per uso personale – afferma – è stata una sorta di manifesto politico-ideologico senza nessun supporto di tipo scientifico“. E parla di “ennesima bocciatura per il governo“ la vicepresidente della Camera Giorgia Meloni di An. Rincara la dose il capogruppo Udc alla Camera Luca Volonté: “In questo momento, in cui si propone addirittura l`antidoping nelle scuole, va reso un plauso ai giudici del Tar del Lazio“. Da An, con Storace e Pedrizzi, Udc e Fi arriva la richiesta di dimissioni: “Bocciata dal Tar, Turco vada a casa“. Il centrosinistra, pur con qualche eccezione, si schiera invece a sostegno della Turco, a partire dal ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero: l`ordinanza del Tar richiede “l`avvio di una rapida discussione sulla nuova legge sulla lotta alle droghe“, ha commentato, dichiarandosi d`accordo sulla necessità di impugnare il provvedimento. Chiede che si arrivi al più presto al varo della legge che deve sostituire la Fini-Giovanardi anche il Prc e invita a “riscrivere“ la legge, “inefficace“, pure il presidente della Commissione Sanità del Senato, Ignazio Marino. In gioco, affermano i radicali, è la libertà personale. Voci “dissonanti“, quelle delle senatrici teodem dell`Ulivo Emanuela Baio e Paola Binetti, che invitano il governo, nel modificare la legge sulla droga, a tenere conto della decisione del Tar. Si schiera con la Turco la presidente dei senatori dell`Ulivo Anna Finocchiaro: “Ancora una volta, viene delegata ai giudici una questione che dovrebbe essere risolta, invece, in sede politica e parlamentare“.

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