Cannabis, stop del Tar. Turco: farò ricorso
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fonte:
- L`Unità
Sospeso il decreto che innalzava la soglia del consumo: “No a limiti dalla politica“
Il ministro: ma allora è “fuorilegge“ anche la Fini-Giovanardi, io vado avanti. Cdl: dimissioni
SOSPESO il decreto cannabis che, “correggendo“ la Fini-Giovanardi, aveva raddoppiato il numero di spinelli per uso personale. Da 500 milligrammi a 1 grammo di principio attivo detenibile senza incorrere in sanzioni penali gravi per spaccio di stupefacenti. L`ha deciso il Tar del Lazio, dopo il ricorso del Codacons e di una comunità di recupero di Taranto. I giudici amministrativi argomentano così: “La legge non conferisce al decreto un potere politico di scelta“ in ordine all`individuazione dei limiti massimi delle sostanze stupefacenti o psicotrope che possono essere detenute. Bensì, “un potere di scelta di discrezionalità tecnica, soprattutto per quanto attiene alle competenze del ministero della Salute“. Inoltre il Tar ha ritenuto che “la scelta effettuata con il decreto impugnato non risulta supportata da alcuna istruttoria tecnica che giustifichi il raddoppio del parametro moltiplicatore“. Ma il ministro della Salute, Livia Turco – che il 13 novembre scorso aveva firmato il decreto di revisione – non ci sta: “Rispetto tutte le sentenze, in questo caso però farò ricorso al Consiglio di Stato“. E mentre la Cdl, il Codacons e le senatrici teodem dell`Ulivo Emanuela Baio Dossi e Paola Binetti (che con un blitz in Senato nei mesi scorsi avevano “censurato“ l`atto del ministro) cantano vittoria, la Turco commenta: “È infondato un dato tecnico giuridico: vale a dire che non possa intervenire la discrezionalità politica“. Infatti, che la decisione spetta al ministro lo sostenne la commissione nominata da Storace. Dunque “se è invalidato questo decreto – ha concluso la Turco – è invalidato anche quello precedente, Berlusconi-Storace. Ed è invalidata la Fini-Giovanardi“. Ciò nonostante, il centrodestra esulta, parla di “figuraccia“ e invoca le dimissioni del ministro. “Cara Livia – ha detto Domenico Di Virgilio, Forza Italia – la calamità della droga non si cura rendendo più facile procurarsela“. In soccorso della collega arriva il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero (co-firmatario del decreto sospeso ieri insieme al Guardasigilli Clemente Mastella), che esprime “piena condivisione“ sulla necessità di impugnare il provvedimento. Ma l`emergenza creata ripropone l`urgenza di una nuova legge contro la droga. Per stamattina Ferrero ha convocato una riunione dei ministri competenti per discutere le linee guida. Mentre le teodem dell`Ulivo intimano: “Si tenga conto della decisione del Tar. Dal primo all`ultimo articolo della nuova legge dovrà emergere un unico messaggio: la droga fa male“. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori dell`Ulivo: “Bene ha fatto Livia Turco a ricorrere contro la decisione del Tar. Ancora una volta viene risolta dai giudici una questione che dovrebbe essere risolta in sede politica e parlamentare“. Parla di “grave errore del Tar“ il senatore ds Guido Calvi: “Valica i limiti del suo sindacato di giurisdizione – precisa – e interviene in una sfera affidata indubbiamente alla discrezionalità politica e del governo“. E Giuseppe Vaccari, responsabile tossicodipendenze dei ds, dice: “Dalla Cdl una canea delirante contro la Turco. Ma in discussione è uno dei pilastri della Fini-Giovanardi: la presunzione di stabilire un discrimine netto tra consumo e spaccio di droga, tra punizione amministrativa e carcere. La Turco aveva cercato di mettere una pezza alle tante incongruenze del decreto sulle tabelle del centrodestra“. Per Giuseppe Bortone, responsabile tossicodipendenze della Cgil, l`annullamento del decreto Turco “aggrava“ la situazione: “Ora magistratura e polizia saranno più vincolate nell`applicazione di una legge comunque sbagliata e repressiva come la Fini-Giovanardi“. E il prof. Ignazio Marino, presidente della Commissione sanità di Palazzo Madama dice: “Giovanardi-Fini, tutta da riscrivere“. Intanto il ministro della Salute ha annunciato per il prossimo 7 maggio, a Roma, una Conferenza nazionale, aperta a tutti gli operatori pubblici, privati e del volontariato, in vista della definizione di un nuovo piano nazionale di prevenzione e lotta alle dipendenze.
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