16 Marzo 2007

I giudici bocciano il governo: troppa leggerezza sulla droga

I 500 grammi della discordia. Il Tar del Lazio ha bocciato il decreto Turco che innalzava la quantità massima di cannabis oltre la quale scattano le sanzioni penali. La Fini-Giovanardi prevedeva un massimo di 500 milligrammi, limite che il nuovo decreto portava ad 1 grammo. Una sberla inaspettata per il centrosinistra schieratosi a difesa del provvedimento, mentre la Cdl ha chiesto a gran voce al ministro di “fermarsi a pensare“ e di presentare le dimissioni. I giudici amministrativi hanno ritenuto che la legge “non conferisca al decreto un potere politico di scelta in ordine alla individuazione dei limiti massimi delle sostanza stupefacenti che possono essere detenute senza incorrere nelle sanzioni penali“. Insomma non può essere un decreto a stabilire il limite massimo di cannabis per l`uso personale. Il “potere di scelta“ deve essere “di discrezionalità tecnica, soprattutto per quanto attiene alle competenze del ministero della Salute“. E nel merito il Tar ha ravvisato che “la scelta effettuata con il decreto impugnato non risulta supportata da alcuna istruttoria tecnica che giustifichi il raddoppio del parametro moltiplicatore“. Il Tribunale amministrativo ha così accolto il ricorso del Codacons e di una cooperativa sociale-comunità terapeutica di Taranto. “Quella di oggi del Tar del Lazio – ha dichiarato Carlo Rienzi, presidente del Codacons – è una decisione giusta visto il raddoppio, dal 2001 al 2005, del numero di consumatori di cannabis soprattutto dei giovani tra i 15 e i 24 anni“. Il ministro diessino ha replicato: “Rispetto sempre le sentenze, ma contro questa farò appello al Consiglio di Stato perché ne ritengo infondate le motivazioni“. Il centrodestra, intanto, esulta e chiede le dimissioni del ministro. Per Maurizio Gasparri, An, “il Tar sospendendo il decreto ministeriale ha dimostrato come fosse sbagliata la scelta del governo“. Anche per Gabriella Carlucci, Fi, “ci sono gli estremi per chiedere le dimissioni del ministro. Invece di fare una seria politica di prevenzione si incentiva l`uso delle cosiddette droghe leggere“.

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