15 Marzo 2007

Rallenta la corsa dei prezzi: 1,8%

ROMA Stime dell`inflazione di febbraio riviste al ribasso dall`Istat. Il carovita è aumentato dello 0,3% su gennaio e dell`1,8% sullo stesso mese del 2006, rende noto l`Istituto di statistica rivedendo, così, le prime stime sul mese (rispettivamente +0,4% e +1,9%). Ad incidere sull`aumento dei prezzi sono stati i servizi, con le tariffe sui rifiuti solidi (+8,1% su anno) e ferroviarie (+6,6%), bevande alcoliche e tabacchi (+4,6%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,1%), alimentari e bevande analcoliche (+2,5%). Questi ultimi due capitoli hanno costituito il 45% dell`inflazione del febbraio scorso. Ad alzare il tasso di inflazione anche i rincari dei tabacchi. Si sono ridotti, invece, i prezzi dei servizi di telefonia (-0,6% su gennaio e -0,8% rispetto al 2006). Il rallentamento della crescita tendenziale dei prezzi avviene anche nel settore dei beni: un freno è arrivato ancora da quelli energetici, la cui flessione è cominciata a settembre 2006, e sul piano tendenziale dei prezzi dei beni alimentari, nonostante siano lievemente aumentati rispetto a gennaio scorso. Prezzi in frenata nelle comunicazioni (-5%) e nei servizi sanitari e spese per la salute (-1,2%). Sensibilmente inferiore al tasso di inflazione è stata la variazione nei trasporti (1%). Forte la flessione del prezzo della benzina verde con diminuzioni sia rispetto a gennaio scorso (-1,2%) sia rispetto a febbraio 2006 (-4,1%). Il prezzo del gasolio per auto è diminuito sia rispetto a gennaio (-2,4%) sia su febbraio 2006 (-5,9%). Per quanto riguarda i prodotti energetici per uso domestico, sono rimasti stabili rispetto a gennaio i prezzi del gas (+5,5% la variazione negli ultimi 12 mesi) mentre per i combustibili liquidi c`è stata una diminuzione del prezzo dello 0,6% su base congiunturale e del 4,7% su quello tendenziale. Forte la crescita dei prezzi dei tabacchi (+2,7% rispetto a gennaio e +6% rispetto all`anno precedente). Sempre a febbraio, rispetto ad un anno prima, i prezzi sono aumentati più a Palermo (+2,3%), Bari (+2,2%) e Genova (+2,1%) e meno a Firenze (+1%) e Aosta (+1,1%). La correzione al ribasso fatta dall`Istat non è piaciuta ai consumatori – Codacons e Adoc – né all`Ugl che si trovano d`accordo nel chiedere una profonda revisione dei criteri di rilevazione e della composizione del paniere. “Ancora una volta dobbiamo assistere ai dati Istat che non ci convincono affatto. Come si fa a parlare di frenata quando continuano ad aumentare prezzi e tariffe a tutto campo, anche a causa di importanti aumenti derivanti dal costo del petrolio, calmierati dalle solite riduzioni dei prezzi di servizi di telecomunicazione?“, lamentano, in particolare, Adusbef e Federconsumatori. “È ora di voltare pagina“, aggiungono, ed è urgente “modificare il paniere, poiché le voci ed i pesi relativi non coincidono con la dura realtà che scontano le famiglie italiane. Vanno definiti panieri differenziati per tipologie di redditi e per misurare meglio l`inflazione reale di pensionati e lavoratori con un unico reddito“.

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