15 Marzo 2007

Era atteso come capolinea per ottenere chiarimenti

Era atteso come capolinea per ottenere chiarimenti e fornire spiegazioni agli automobilisti perugini, ma l`incontro con il Comune chiesto da alcune associazioni dei consumatori ha lasciato ancora diverse zone d`ombra sulla questione T-red. Interrogativi rimasti in sospeso e la cui risposta dovrà essere affidata ad altri summit. A Palazzo dei Priori, ricevuti dal mobility manager Leonardo Naldini, c`erano Alessandro Petruzzi di Federconsumatori, Giancarlo Monsignori dell`Adiconsum, Giuliano Mancinelli dell`Acu, Carla Falcinelli del Codacons, Cristina Rosetti e Damiano Marinelli, rispettivamente, di Movimento e Lega difesa del cittadino. Sei associazioni in rappresentanza di centinaia di consumatori multati e col ricorso in mano e “che – sostiene Falcinelli – hanno sempre più possibilità di vincerlo considerano gli elementi raccolti“. Una delle anomalie riscontrate riguarda la presenza di segnaletica in prossimità dei semafori “vigilati“: “Abbiamo chiesto la data di installazione dei cartelli – aggiunge Falcinelli – ed il motivo per il quale, invece che i tre previsti dal contratto con le aziende affidatarie il servizio, nei pressi degli incroci ne compare solo uno. Ci è stato risposto che era inutile metterne tre“. Tra gli interrogativi posti dalle sei associazioni, le cifre sugli incidenti calati. “C`è un passaggio nell`istruttoria del progetto T-red – spiega Petruzzi – in cui si dice che “letti e studiati i dati sull`incidentalità si deduce che conviene installare tali strumenti. Ma quali sono questi dati? Li abbiamo chiesti in due occasioni ma non ci sono mai stati forniti: sarebbe invece interessante metterli a confronto con quelli attuali per capire l`effetto T-red sui sinistri“. Le associazioni hanno chiesto chiarimenti anche sulla scrematura effettuata sulle multe e sulle foto non chiare: decine di immagini nelle quali non si vede il semaforo, verbali nei quali compare una sola foto al posto delle due previste dal regolamento. “Un aspetto rimandato ad un ulteriore incontro – fanno sapere le associazioni – questa volta con la polizia municipale ed il vigile accertatore“. Ma il “giallo“ nel giallo riguarda anche la protezione dei sistemi. Stando ai contratti con le ditte appaltatrici – in via provvisoria – il servizio, gli occhi elettronici andrebbero conservati in un`apposita custodia anti-manomissione. “Al di là degli atti vandalici – osserva Falcinelli – temiamo che questa esposizione dell`apparecchio crei imprecisione nel sistema e nelle stesse foto“. Ma sotto la lente ci sono anche le centraline dei semafori. “Loro stessi (il Comune, ndr) ci dicono – precisa Petruzzi – che c`è qualche “sbarellamento“ nel sistema elettronico che stabilisce tempi e sequenza di rosso, giallo e verde. E questo può arrecare problemi e imprecisioni anche al sistema di rilevazione elettronica delle infrazioni. L`ingener Naldini ci ha risposto che loro sono tecnici e che verificheranno, ma nel frattempo i cittadini continuano a prendere le multe. La sensazione è che si stia cercando di evitare di parlare di tali problemi“. Sul tavolo delle associazioni, anche la questione del tempo che passa tra il rosso e lo scatto della foto. “Mentre l`assessore Chianella parla di franchigia – dice Falcinelli – l`ingegner Naldini conferma che, come previsto nei contratti, con il rosso scatta anche la foto e che in seguito potrebbe essere l`agente accertatore ad escludere, eventualmente, le foto scattate nei primi centesimi dopo il rosso. Ma su questo serve maggiore chiarezza, trasparenza e informazione ai cittadini“. Cristina Rosetti ha invece posto la questione del semaforo di Monteluce a ridosso del parcheggio. In questo caso si contesta la presenza dello stesso che, nonostante la non pericolosità della situazione (una svolta a destra verso il parcheggio), è addirittura monitorato dal T-red.

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