Cappon contro il tetto agli ingaggi “Così la Rai perderebbe 50 big“
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fonte:
- la Repubblica
Il dg richiama Santoro dopo lo scontro con Mastella sui gay
La Annunziata e Fazio dovranno ristabilire il pluralismo invitando più ospiti di centrodestra
ROMA – Il tetto agli ingaggi toglie il sonno a Claudio Cappon. Il direttore generale della Rai teme di perdere tra le 50 e le 60 stelle della tv, della sua tv. Sono presentatrici, giornalisti – ma anche autori e registi – che guadagnano più di 250 mila euro. Viaggiano, cioè, oltre il tetto che la Finanziaria fissa per i contratti del settore pubblico cui anche la tv di Stato appartiene. Gli esempi – Simona Ventura e Carlo Conti, Enzo Biagi e Piero Angela, lo stesso Vespa – portano alla prima linea del palinsesto della Rai. Davanti ai parlamentari della Commissione di Vigilanza, Cappon spiega che questa improvvisa limitazione trascina l`azienda in uno stato di “incertezza giuridica ed esistenziale“. Da un lato la Rai è chiamata a competere con Mediaset e Sky; dall`altra deve camminare in un terreno incolto, pieno di arbusti. Pur senza attaccare il governo, il direttore generale lascia anche intendere che il tetto agli ingaggi non ha senso se ad esempio si guarda al Festival di Sanremo. La Rai, è vero, ha staccato un assegno da 350.000 euro per avere Penelope Cruz al Teatro Ariston (ed è servita una circolare del governo per autorizzare il pagamento extra). Ma poi il Festival ha fatto il pieno di ascolti (seconda migliore edizione degli ultimi 5 anni) e incamerato oltre 20 milioni di spot. I soldi, quindi, sono stati spesi bene. Critica Cappon l`associazione Codacons: contenere gli ingaggi della Rai – è la tesi – è sacrosanto perché può calmierare le spese dell`intero sistema tv. Anche Claudio Petruccioli lamenta la cronaca instabilità si cui soffre la televisione di Stato. Ai parlamentari, il presidente della Rai chiede di sciogliere “l`inestricabile groviglio fra pubblico e privato, tra legislazione speciale e codice civile, che fa della nostra azienda un centauro“, di volta in volta “uomo o cavallo“. Petruccioli fa anche il punto sul pluralismo dei telegiornali e dei programmi. Il quadro generale – dice – è rassicurante. Il Tg1 dà voce a tutti; il Tg2 di più al centrodestra; il Tg3 di più all`Unione. I problemi, semmai, vengono da programmi come “In 1/2 ora“ di Lucia Annunziata. Ma la stessa giornalista si è impegnata a riequilibrare. “Che tempo che fa“ di Fazio – che pure Petruccioli loda – ha invitato solo Scalfaro, Bonino e Bertinotti nella sua nuova serie. Sono politici dello stesso schieramento e la cosa non va. Da Forza Italia, Bonaiuti contesta l`idea che i tg siano pluralisti, visto che Prodi ottiene 571 minuti nei primi due mesi dell`anno; Berlusconi, 199. Mentre Giulietti (Ds) lamenta le aggressioni verso i giornalisti del servizio pubblico. In questo clima, Cappon conferma di aver inviato un richiamo a Michele Santoro per la puntata di “Annazero“ dedicata alle coppie di fatto. Si contesta la messa in onda di immagini dalla manifestazione “Gay Pride“ nella fascia di ascolto protetta. Il giornalista poi non sarebbe stato equilibrato quando il ministro Mastella ha lasciato la trasmissione per protesta; infine lo spazio “Posta Prioritaria“ di Travaglio dovrà concedere un diritto di replica agli accusati.
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