11 Marzo 2007

Inquinamento ambientale. Presentata una denuncia alla Procura per omicidio colposo

Il Codacons all?attacco


Inquinamento ambientale. Presentata una denuncia alla Procura per omicidio colposo

Ha detto no al pet coke schierandosi
con gli ambientalisti nel 2002 quando
la Raffineria di Gela rischiava per
chiudere perchè la magistratura sequestrò
il pet coke, combatte oggi per
l?uso di un combustibile diverso dal
pet: ma il Codacons, la più importante
associazione italiana a tutela dei
consumatori, ritiene anche che per i
danni prodotti alla salute dei cittadini
con l?insorgenza di tumori e
malformazioni, l?unica via oggi percorribile
sia quella giudiziaria e della
denuncia.
E come aveva annunciato il 18 febbraio,
durante la manifestazione anti
pet coke organizzata da Raffaele Lombardo,
il Condacons Sicilia ha ora depositato
una denuncia alla Procura
della Repubblica preso il tribunale di
Gela contro i vertici della Raffineria
accusati di omicidio colposo.
«Questa ipotesi di imputazione ?
scrive in un comunicato il Codacons –
punta a fare chiarezza sui troppi casi
di tumori e malformazioni neonatali
che si sono verificati nel territorio interessato
dalle esalazioni del petrolchimico
».
«Il comportamento dei legali rappresentanti
e dei soggetti preposti al
controllo degli impianti dovrebbe integrare
quanto meno l?ipotesi delittuosa
configurata dagli art. 589 del
codice penale, ovvero l?omicidio colposo,
o dell?articolo 590 sempre del
codice penale, che contempla il reato
di lesione colposa», si legge ancora
nella nota diffusa dal Codacons.
Il Codacons chiede inoltre che tra le
responsabilità da accertare ci sono i
comportamenti e la violazione di tutte
le leggi di salvaguardia ambientale
e di tutela dell?atmosfera, fra le quali
la legge n. 82 del 6.maggio del 2002
che impone disposizioni urgenti per
l?individuazione della disciplina relativa
all?utilizzazione del pet coke negli
impianti di combustione (nel caso
specifico nella centrale termoelettrica)
per ottenere energia.
«Le gravi malformazioni dei bambini
di Gela – ha dichiarato il segretario
nazionale del Codacons Francesco Tanasi
– meritano un severo approfondimento
e l?unica via da percorrere appare
sino a questo momento quella
giudiziaria. I fatti, peraltro ampiamente
riportati dalla stampa in varie occasioni
dimostrano che tutta la cittadinanza
locale ha subito gravi pregiudizi
morali e danni alla salute oltre che,
naturalmente, conseguenze economiche
».
In caso di avvio di procedimento
penale il Codacons ha fatto sapere che
si costituirà parte civile per rappresentare
i consumatori.

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