Autostrade, mortalità cala 40% con sistema controllo velocità
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fonte:
- Reuters
ROMA (Reuters) – Il bilancio dei primi sei mesi di sperimentazione di Tutor, sistema di controllo della velocità media su alcune tratte autostradali, ha dato risultati del tutto incoraggianti: il tasso di mortalità è sceso del 40%, i feriti del 30% e gli incidenti sono scesi del 20%. I numeri di questa sperimentazione – tra settembre 2006 e febbraio 2007 – e i programmi futuri sono stati presentati oggi a Roma da Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade, maggiore concessionaria autostradale italiana che ha messo questa sua tecnologia al servizio della Polizia stradale nell`ambito di una iniziativa sostenuta dalle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. All`incontro era presente anche il direttore del settore operativo della Polizia Stradale, Michele La Fortezza che ha evidenziato il pregio di introdurre, specialmente sulle tratte autostradali, sistemi di controllo remoto del traffico utilizzando tecnologie avanzate. Il sistema Tutor è oggi attivo su 436 chilometri di carreggiate dei 6.816 gestiti in concessione dal gruppo Autostrade. Rileva la velocità media dei veicoli su tratti di lunghezza variabile da 5 a 30 chilometri, funziona anche con la presenza di nebbia e distingue le classe di veicoli e i diversi limiti di velocità a cui sono sottoposti. Nei tratti in cui è attivo genera automaticamente l`accertamento e la verbalizzazione dell`infrazione. Il sistema quindi è capace di fotografare comportamenti particolarmente pericolosi, come la guida sistematica ad alta velocità, riesce ad assicurare, come ha puntualizzato Castellucci, “la certezza della pena, quindi è un sistema democratico“, ed è in gradi di indurre, come dimostrato dai dati finora raccolti, comportamenti di guida più adeguati. Nel 2007 e nel 2008 le installazioni dei Tutor, la cui presenza è segnalata da appositi cartelloni in autostrada, proseguiranno in tratte autostradali che hanno tassi di mortalità sopra la media. Castellucci ha ricordato la A1 tra Roma e Napoli e tra Milano e Bologna, la A4 tra Bergamo e Brescia, l`estensione della A14 e la A7 in alcuni tratti tra Serravalle e Genova. L`alta velocità e la distrazione abbinata all`alta velocità costituiscono la causa del 60% degli incidenti mortali che avvengono sulla rete gestita da Autostrade per l`Italia. Il 16% è dovuto a colpo di sonno e il 10% a manovre azzardate o proibite. Il sistema, gestito in esclusiva dalla Polizia stradale, viene applicato anche fuori dalla rete autostradale, per esempio a Torino, già operativo su Corso Margherita, a Roma sulla via del Mare dove è in corso di installazione su quattro sezioni o a Genova dove con il Comune si stanno studiando i siti dove collocarlo sulla sopraelevata. In una slide presentata nel corso della conferenza stampa è stato mostrato il rilevamento fatto sul campione Val Di Sangro A14 direzione Sud, sotto Pescara. Nella domenica del 25 giugno 2006 la velocità media era di 139,7 km/ora – ricordando che il limite massimo in autostrada è di 130 km orari – il 3 settembre era già scesa a 131,4, per calare ancora il 5 novembre a 126,9 e arrivare nella rilevazione del 4 marzo scorso a 123 km all`ora. Un raffronto tra il semestre di sperimentazione e quello dell`anno precedente, evidenza la forza di deterrente del sistema e la capacità di ridurre l`incidentalità. Il tasso di incidentalità tra settembre 2005 e febbraio 2006, senza Tutor, era di 55,4 ogni 100 chilometri percorsi ed è sceso un anno dopo, con il Tutor, a 42,9 (calo del 22,6%). Il tasso di feriti è passato nello stesso periodo da 24 a 16,4 (-31,7%). Il tasso di deceduti sceso da 0,70 a 0,43 (-38,6%).
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