Pippo al palo fa meno ascolti di Panariello
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fonte:
- Il Mattino
Sanremo. La dura legge dei numeri registra appena 12 milioni e 452mila spettatori nella prima parte e appena 6 milioni e 759mila nella seconda, meno di Panariello che fu soprannominato «Titanic». La media ponderata dello share, quella che farebbe testo, è però del 43,80 per cento, qualche decimo in più dell?anno passato. Insomma, siamo ai calcoli che hanno reso gloriosi e paradossali i commenti politici ai risultati delle elezioni della prima Repubblica. Di questo passo ci si avvicina allo zero assoluto. La televisione è cambiata, dicono in coro, protagonisti ed esperti. Le generaliste sono in affanno sotto l?attacco del digitale. E gli share come questo potrebbero andare bene. È, comunque un successo, c?è chi si svenerebbe per un 25 per cento. Ma Sanremo non era Sanremo? Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno, ieri mattina sembrava il segretario di un Psdi o di un Pri degli anni del proporzionale. «Sembra che anche la matematica sia diventata un?opinione» sbotta l?ultimo mohicano. «Abbiamo mezzo punto in più dell?anno scorso, meno del previsto». Dichiarazioni da sturarsi le orecchie. Mezzo punto in più di percentuale e mezzo milione in meno in termini assoluti e si ha diritto ad esultare? Con i cachet sborsati per Michelle Hunziker? Un po? di matematica anche per i bugdet di un?azienda pubblica, grazie. Sui compensi è sceso in campo anche il Codacons. Michelle, trasformatasi in banca svizzera, ha confermato il milione e 70 mila euro: «È una cifra ?all inclusive?. Comprende tecnici, costumisti, ufficio stampa. E quanto rimane, che è sempre tanto, me lo prendo io». Beata faccia tosta. Baudo, è noto, condurrebbe Sanremo a qualsiasi prezzo, anche in tempo di saldi. Ma a parlargli del cachet sbotta anche lui: «Ho sempre preso meno dei miei colleghi, circa il quaranta per cento. Non voglio sembrare esoso, perché per condurre il festival non ho mai guardato ai soldi. Ma per quanto ci ho guadagnato economicamente avrei potuto fare il valletto. E poi guardate agli ingaggi dei calciatori». E fa un po? di conti. «Una partita di Champions League costa 9 miliardi di vecchie lire» commenta acido. «E quanto fa di ascolti? Il 18 per cento». Con tutti questi numeri gli è venuta un?allergia, tanto che in conferenza aveva la voce più opaca di Dj Francesco. «Abbiamo avuto il coraggio di mettere in prime time i giovani» prova a spiegare. «Vogliamo fare ascolti con la musica e da quest?anno il festival è rientrato nei binari della canzone». Le note, pure quelle stonate, fanno quel che possono. Il picco d?ascolto della prima serata c?è stato con Michelle quando ha cantato «Adesso tu» per l?Eros ritrovato e la sua piccola Aurora sul divano con papà. Segno che il gossip può più della musica. E la reginetta bionda è l?unica scoperta di questo festival. Che cosa le ha detto Eros dopo l?«in bocca al lupo» prima del debutto? «Mi ha telefonato per dirmi che sono andata bene». Prove tecniche di riconciliazione? Già si parla, prematuramente, della successione a Pippo. Un nuovo governo per Sanremo. L?inossidabile Del Noce non prevede il Pippo bis. Per il Napoleone che alterna polvere e altare, questa edizione potrebbe essere la sua Waterloo, un esilio dietro le quinte in una Sant?Elena dorata. «Penso che il festival abbia bisogno di continuità» illustra Del Noce «ma nella direzione artistica. Il conduttore invece, costituisce l?elemento di novità che incuriosisce il pubblico, dovrebbe cambiare ogni anno». Facendo il verso al califfo Califano, dice che non esclude il ritorno. Due nomi a caso: la Ventura e Bonolis. Gente che va, gente che viene. Il direttore di Raiuno apre una porta anche per Chiambretti. Il suo Dopofestival ha mantenuto gli ascolti dell?ultima edizione, che risale al 2004, con Bruno Vespa: share notturno del 40 per cento, oltre un milione e mezzo di spettatori. E Fiorello? È l?eterno successore. L?altra sera ha telefonato a Del Noce, durante la serata all?Ariston. E il direttore ha provaro a mandarlo in diretta passandolo a Baudo. Ma poi non se n?è fatto niente. Il mattatore di «Viva RadioDue» è diventato come il Settimo Cavalleggeri per un irrimandabile «arrivano i nostri». Di certo, con Fiore Pippo si sente a proprio agio, da siciliano a siciliano. Non è l?eruzione dello Stromboli che è stato Antonio Cornacchione. I suoi 19 minuti con il finto Prodi non hanno convinto del tutto il principe di Militello. A chi gli ha chiesto se inviterebbe di nuovo il fedele servitore di Silvio, ha risposto con un secco no. Perché? «Ha esagerato». A differenza degli ascolti.
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