27 Febbraio 2007

I consumatori: accelerare l`inchiesta sul cartello fra le compagnie

I consumatori: accelerare l`inchiesta sul cartello fra le compagnie – Altra segnalazione a Procura e Antitrust

roma Effetto domino per i prezzi dei carburanti. Dopo l`Agip, che venerdì ha deciso di rimettere mano ai listini, suscitando l`intervento del ministro Bersani, molte delle principali compagnie, negli ultimi giorni, hanno rialzato portando la benzina fino a 1,243 euro al litro. La reazione delle associazioni dei consumatori non si è fatta attendere. Ma anche il ministero sembra deciso a vederci chiaro. Il nodo-prezzi si accinge così ad approdare al tavolo di confronto convocato da Bersani con i rappresentanti dei gestori e l`Unione petrolifera che si aprirà oggi. Al centro dell`incontro c`è la riorganizzazione della rete distributiva prevista dalle nuove norme sulle liberalizzazioni, che ha portato i gestori a indire 14 giorni di sciopero. Dopo quella di due giorni, il 7 e l`8 febbraio scorsi, i benzinai erano pronti ad una nuova serrata di 4 giorni, scongiurata in extremis proprio dall`intesa sull`apertura del tavolo. La raffica di aumenti scattata sulla rete distributiva, però, sposta l`attenzione anche sul tema dei prezzi, che domani entrerà inevitabilmente tra quelli in agenda, come conferma il consigliere per l`energia dello stesso Bersani, Umberto Carpi. Tanto più che alla riunione è convocata la stessa Unione Petrolifera che rappresenta le compagnie. L`Up anticipa intanto che sui prezzi internazionali dei carburanti pesano le tensioni geopolitiche, la ripresa delle quotazioni petrolifere, la stagionalità della domanda ed una serie di problemi di raffinazione. Una serie di elementi che hanno riportato le quotazioni della benzina sui picchi dell`estate scorsa, a 600 dollari a tonnellata e che – tengono a precisare i petrolieri – avrebbe creato lo spazio per aumenti dei prezzi al consumo ben superiori a quelli trasferiti, negli ultimi giorni, sui listini dalle compagnie. Quasi tutti marchi – fatta eccezione per la Erg che, in controtendenza, la scorsa settimana, ha tagliato di 0,005 euro al litro – hanno infatti rimesso mano ai prezzi di vendita consigliati ai propri gestori. Una “difesa“ quella dei petrolieri che il ministero, però, controbatte, puntando l`indice sul differenziale tra l`Italia e il resto d`Europa. Sul fatto che il regime dei prezzi sia libero, non si discute, spiega infatti Carpi. Ma il divario è troppo elevato. La forbice – spiega – si muove “tra 0,26 a 0,50 euro al litro e in questo momento tocchiamo il margine massimo“, più alto anche di quello raggiunto quest`estate, a luglio, quando i prezzi della benzina toccarono livelli record. Sarà questa, dunque, una delle questioni centrali che il governo porrà alle compagnie. “Vediamo che cosa avranno da dirci“, afferma Carpi, che, per niente sorpreso del fatto che nel giro di pochi giorni ci siano stati rialzi dei prezzi quasi per tutti i marchi, osserva: “Avrei trovato sorprendente il contrario“. Proprio su questa simmetria da tempo sono sul piede di guerra anche i consumatori, che stimano in 30 euro annui i maggiori costi per gli automobilisti. Il Codacons parla di “catena del business petrolifero“ attivata dall`Agip, rilanciando una nuova segnalazione ad Antitrust e Procura. Adusbef e Federconsumatori vedono, invece, un “contagio“ tra le compagnie e chiedono al garante di “accelerare l`indagine avviata“ sul presunto cartello. Intanto, di fronte alla nuova ondata di aumenti dei prezzi della benzina da parte di Agip, poi seguita da altre compagnie perolifere, l`Adoc chiede al governo di intervenire sulla fiscalità, sterilizzando l`Iva. “Una seria politica energetica, che cerchi di affrontare e risolvere il problema del caro-carburante, non può non passare da un`indagine approfondita dei rapporti tra le compagnie petrolifere, così come fatto dall`Antitrust, e da un intervento del governo sulla fiscalità della benzina“, afferma in una nota il presidente dell`Adoc, Carlo Pileri, interviene in merito alla nuova ondata di aumenti del prezzo della benzina alla pompa. “Il fronte compatto delle compagnie – spiega Pileri -, quando si tratta di aumentare il prezzo del carburante, è quantomeno sospetto“.

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