Benzina, aumenti a raffica insorgono i consumatori
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fonte:
- la Repubblica
Federconsumatori e l`Adusbef: l`Antitrust acceleri le indagini
ROMA – Il primo passo l`ha fatto l`Agip che giovedì scorso ha ritoccato all`insù i listini. Pochi giorni e tutte le altre compagnie, tranne l`Erg, si sono allineate. Un “piano“ scattato tra il week-end e ieri, che ha portato la verde fino a un massimo 1,243 euro al litro e il gasolio per auto a 1,119. Così il costo di un pieno per un`auto di cilindrata medio-alta si aggira oggi sui 62 euro. Ritocchi che hanno scatenato le ire delle associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef hanno chiesto all`Antitrust di chiudere al più presto l`indagine su un eventuale cartello messo in atto dalle compagnie, mentre il Codacons ha calcolato che a ogni automobilista gli aumenti di questi giorni costeranno circa 30 euro l`anno. I petrolieri si difendono. Quel che è certo è che oggi nell`incontro che il ministro dello Sviluppo economico Bersani avrà con i gestori e i rappresentanti dell` Unione petrolifera il tema dei prezzi bollenti non resterà in secondo piano. Il ministro ha già chiesto chiarimenti sulle raffiche di aumenti, ma soprattutto attende al varco le compagnie con le quali, ha detto domenica scorsa, “abbiamo tanti conti aperti“. In origine al centro dell`incontro c`era la riorganizzazione della rete distributiva prevista dalle nuove norme sulle liberalizzazioni (che ha portato i gestori a indire 14 giorni di sciopero, in parte ritirati), ma ora il capitolo prezzi rischia di assorbire gran parte dei lavori. Come l`Agip giovedì, anche l`Unione petrolifera, ha giustificato ieri gli aumenti con le tensioni geopolitiche, la ripresa delle quotazioni petrolifere, la stagionalità della domanda e una serie di problemi di raffinazione. Tutti elementi che secondo i petrolieri hanno riportato le quotazioni della benzina sui picchi dell`estate scorsa, a 600 dollari a tonnellata. Un rialzo che avrebbe creato lo spazio per aumenti dei prezzi al consumo ben superiori a quelli degli ultimi. Come dire che in teoria i listini avrebbero potuto lievitare anche di più. Tutte spiegazioni non convincono il ministro e i suoi esperti. “I livello dei prezzi in Italia è molto più alto che nel resto d`Europa – ha detto Umberto Carpi, consigliere per l`energia di Bersani – . Il differenziale si muove in una forbice che va da 0,26 a 0,50 euro al litro e in questo momento tocchiamo il margine massimo. Un differenziale più alto – ha aggiunto – anche di quello raggiunto a luglio quando i prezzi della benzina toccarono livelli record“. Quanto al fatto che nel giro di pochi giorni tutte le compagnie abbiano rialzato i listini sulla scia dell`Agip, Carpi non è sorpreso: “Avrei trovato sorprendente il contrario“. Intanto Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha deciso di chiedere alla Procura di Roma di inviare la Guardia di finanza presso le sedi delle compagnie per verificare se questi aumenti siano giustificati. E mentre l`Adoc chiede anche al governo di fare la propria parte intervenendo sulla fiscalità della benzina, il petrolio sale ben oltre i 61 dollari al barile, il livello più alto da inizio d`anno.
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