Il Codacons segnala alla Procura il caso dell`Agip
Il Codacons segnala alla Procura il caso dell`Agip
MILANO. Sono bastati alcuni rincari del prezzo del petrolio, che ieri ha toccato 61 dollari a New York ai massimi da inizio 1997 ma molto lontano dai record dello scorso anno, per provocare un aumento del carburante alla pompa con immediate pesanti polemiche. Il Codacons ha inviato ieri una segnalazione all`Antitrust e alla Procura della Repubblica di Roma che già indagano sui prezzi della benzina in merito all`aumento dei prezzi dei carburanti varato dall`Agip. All`origine dell`ennesimo scontro c`è infatti l`annuncio della compagnia dell`Eni. La benzina Agip rincara di 2,5 centesimi al litro e il gasolio di 2 centesimi al litro. La benzina, quindi, in modalità `Fai da te`, costa 1,217 euro/litro; il diesel 1,097 euro/litro. In modalità `Servito`, la benzina arriva a 1,238 euro/litro mentre il gasolio a 1,118 euro/litro. Proprio ieri, invece, la Erg aveva annunciato a partire da oggi il taglio di 0,005 euro al litro i prezzi di vendita consigliato ai gestori per benzina e gasolio. La variazione è legata, dice la compagnia genovese, al “proprio metodo che riflette tempestivamente le variazioni delle medie delle quotazioni dei prodotti internazionali“. I nuovi prezzi andranno così a 1,194 euro al litro per la verde e a 1,080 euro per il diesel. Due aziende, due posizioni completamente diverse che hanno fatto scatenare l`irritazione del ministro dello Sviluppo economico: “Le compagnie devono comprendere che se pur il governo non ha possibilità alcuna di intervenire sui prezzi del carburante, ha tuttavia gli occhi per vedere e la bocca per parlare e li userà“. Così Pier Luigi Bersani ha commentato la decisione dell`Agip di ritoccare all`insù il prezzo di benzina e gasolio. “Vedremo se l`Agip riterrà di dare spiegazioni su una manovra così inusuale“, conclude Bersani. Per la compagnia ha parlato il direttore generale della raffinazione del gruppo Eni: l`aumento dei prezzi dei carburanti alla pompa annunciati dall`Agip “ha seguito puntualmente l`andamento del mercato“. Ma la società ha “tenuto conto dei consumatori e non ha riversato tutta la variazione“, sulle loro tasche, ha sostenuto Mario Taraborrelli, direttore generale della Divisione Refining & Marketing di Eni che ha spiegato che dal 16 gennaio gli aumenti sul mercato della benzina sono stati di 6,3 centesimi e del gasolio di 3,3 centesimi di euro. “Se nelle prossime due settimane – ha concluso Taraborrelli – l`inversione della tendenza o la sua accentuazione dovessero confermarsi, non potremo fare altro che regolarci di conseguenza“. Giustificazioni che non convincono il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che ha chiesto un intervento immediato contro il cartello delle compagnie sui prezzi e le associazioni dei consumatori: “Dopo i rincari dell`Agip, temiamo seriamente che anche gli altri marchi petroliferi adegueranno a tempo di record i listini – afferma Carlo Rienzi, Presidente Codacons – Il comportamento dell`Agip è certamente vergognoso. Speriamo ora in un intervento dell`Antitrust e della Procura di Roma a tutela dei cittadini, costretti a subire incrementi dei prezzi della benzina che determinano pesanti esborsi a fine anno“.
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