L`Italia canta ancora con Sanremo
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fonte:
- Messaggero Veneto
L`Italia canta ancora con Sanremo
Da martedì a sabato maratona tv per la cinquantasettesima edizione
“In Italia si sta male“ scrisse tanti anni fa un grande dimenticato: Rino Gaetano. Oddio, non è che a Sanremo si stia meglio, ma chissà che l`amletico Paolino la peste, alias Paolo Rossi de Monfalcòn, riportando Rino all`Ariston non faccia il miracolo e restituisca qualche interesse musicale al 57° Festival della canzone italiana (si fa per dire) che per cinque sere ci terrà prigionieri del catodo. “Nessuno tocchi Sanremo“ è il Leit-motiv che da troppi anni gira quale singolare e sterile antivirus nei confronti di chi si permette educatamente di dire che l`unica manifestazione sanremese che ha davvero al proprio centro la canzone è il benemerito Premio Tenco, che qui non passano i grandi della canzone italiana, cioé quelli che vanno al massimo riempiendo gli stadi (uno: Vasco) e che vendono davvero i dischi (uno: Vasco). Roba già scritta, roba già sentita, direte. È vero, ma l`amore è cieco e (soprattutto) sordo, per cui eccoci ancora una volta sulle barricate a sperare che qualche refolo di novità arrivi dalla Riviera, che qualche canzone possa vendere un po`, che qualche giovane possa diventare davvero qualcuno, com`è accaduto a Giorgia, alla Lauretta (nel senso della Pausini) o a Bocelli. Abbiamo cinque sere per sperare-sognare: Paolo Rossi trionfante con l`inedito di Rino il Grande; Mango, Antonella Ruggiero e Tosca che ricevono il giusto riconoscimento per il loro talento; gli Stadio sul podio; Daniele Silvestri ridiventa una superstar; i senatori (Milva, Dorelli, Al Bano, Nada, i Bella brothers, lo stesso Concato) che escono tra gli applausi; gli Zero assoluto dimostrano di avere… un grado di più; Piero Mazzocchetti, il nessuno annunciato come Al Bano da piccolo, che si merita di essere stato inserito fra i big; Roby Facchinetti che fa il miracolo e suo figlio diventa intonato, mentre Cristicchi ci stupisce ancora. E tante belle canzoni… Insomma, spes ultima dea. Pippo XII ha rivisto il meccanismo delle serate, mandando tutti i big direttamente in finale, con un lungo ed estenuante ripasso, confermando la decisione di staccare i giovani dai campioni (qui almeno c`è una parvenza di selezione) e di risolvere il tutto nella finalina di venerdì, di osservare il top secret sulle votazioni parziali. Il resto è quasi un déjà vu, dalle polemiche sul tetto del compenso a Baudo e a Michelle… ma belle (vedremo come andrà mercoledì il ricorso al Tar del Codacons) a Chiambretti relegato al dopo-festival, dalla composizione delle giurie di qualità alle canzoni dei giovani già in rete: benissimo, almeno l`Mtv-People ascolterà qualche pezzo – addirittura cantato in italiano! – di un Festival che non guarderebbe mai. Sanremo oggi è questo, non più palco sul quale passano le più belle voci e le più belle canzoni italiane, bensì tradizionale e intoccabile luogo di spettacolo nazional-popolare prigioniero della tv e dei suoi meccanismi. Il resto non c`è più, non perdiamo tempo, allora, a rimembrare antiche gesta e a celebrare gli eroi di un`Italia canterina ormai solo da album di figurine. Fermiamoci, però, per dire un grazie immenso al grande Armando Trovajoli (riceverà il premio Siae alla carriera) e a quei pochi big veri che credono ancora nella canzone italiana ai tempi di Internet: che la Rete li benedica!.
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