Treni, esuberi e biglietti più cari del 10%
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fonte:
- La Provincia di Lecco
Treni, esuberi e biglietti più cari del 10%
Appena digerito il rincaro del 10% dei treni scattato a Capodanno, si profila già in autunno un nuovo incremento, anch`esso del 10% medio sui treni a media e lunga percorrenza, esclusi pendolari e regionali che conosceranno adeguamenti più contenuti (+3,5% medio annuo). Lo prevede il piano industriale 2007-2011 delle Fs, le cui linee sono state illustrate dai vertici al cda, secondo quanto risulta dal verbale della seduta svoltasi a fine dicembre. Quest`anno quindi, i treni della fascia alta saranno più cari del 20%, dopo 5 anni di prezzi bloccati. A partire dal 2009, i ticket ferroviari cresceranno ancora, a ritmi del 5% l`anno, prevede il piano d`impresa che punta a risanare, attraverso una serie di interventi, i conti in profondo rosso dell`azienda. Sempre nel 2007, sono previsti 3.500 esuberi tra il personale, risultato di 4.500 uscite a fronte di 1.000 nuove assunzioni di cui 450 a tempo. Biglietti più cari – Il piano industriale delle Ferrovie pianifica gli aumenti tariffari per la media-lunga percorrenza, da qui al 2011 con incrementi del 20% per quest`anno e poi, del 5% l`anno a partire dal 2009. Quest`anno è previsto un rincaro del 20% – più 10% già scattato dal primo gennaio scorso e un altro +10% dal primo ottobre prossimo – per il 2008 i biglietti dovrebbero invece rimanere fermi per tornare a salire, a un ritmo del 5% l`anno, dal 2009 al 2011. Per quanto riguarda il trasporto regionale, gli incrementi previsti sono dell`ordine del 3,5% medio annuo nell`arco del periodo del piano, per coprire sia la dinamica inflazionistica che gli investimenti per nuovo materiale rotabile. Nel budget 2007 le Ferrovie stimano in circa 130 milioni di euro nuovi introiti da maggiori ricavi da traffico. Ossigeno per le Fs che chiudono il 2006 con perdite che sfiorano i due miliardi di euro (1.977) e che puntano a fine 2007 a ridurre di ben due terzi le perdite. L`aggiustamento delle tariffe arriva dopo 5 anni di prezzi bloccati. Nel 2007 è compreso in una forbice tra il 3% (per le tratte meno redditizie) e il 15%, riferito ai soli collegamenti di fascia alta ( Alta velocità, Eurostar, Intercity). Pendolari – Gli adeguamenti più importanti non riguarderanno i servizi regionali e interregionali, utilizzati dai pendolari, e gli espressi che servono i collegamenti notturni di lunga distanza e il servizio di base della mobilità da e per il Sud. Anzi, per le fasce più deboli le Ferrovie hanno in preparazione alcune iniziative quali il potenziamento dei servizi ai disabili; la distribuzione gratuita della Carta Blu e della Carta relax per gli ultra 75/enni; riduzioni della tariffa base in alcune ore della giornata e in alcuni giorni dell`anno per fasce sociali con meno disponibilità economiche. Complessivamente, la manovra di aggiustamento tariffario vale circa 90 milioni di euro, con incrementi che riguardano 12 milioni di italiani per un corrispettivo pari a poco più di 60 centesimi al mese a viaggiatore. Consumatori – Ed è subito rivolta tra i consumatori. Il Codacons chiede al ministro dei Trasporti di “impedire con fermezza questo abuso“, viceversa annuncia il possibile ricorso al Tar del Lazio contro gli “spropositati rincari“. “La notizia degli aumenti non può che essere uno scherzo di carnevale di pessimo gusto“, ha commentato il presidente dell`associazione dei consumatori, Carlo Rienzi. “Sono rincari abnormi, ingiustificati e con effetti pesantissimi per le tasche degli utenti“. Adusbef e Federconsumatori, minacciando anch`essi ricorsi al Tar, chiedono al governo di “non rendersi complice di rincari insostenibili per milioni di famiglie“, anche a fronte dello scarso livello del servizio offerto.
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