21 Febbraio 2007

L`inflazione e il “giallo“ dei tabulati Istat

Roma, 20 feb (Velino) – Non si riesce proprio a mettere pace tra l`Istat e le associazioni dei consumatori: neppure l`ultima fatica dell`Istituto di statistica, la rielaborazione di nuovi indici dell`inflazione per diverse tipologie sociali, è piaciuta granchè ad Adiconsum, Adusbef, Federconsumatori e Codacons. I dati ottenuti sono effettivamente un po` al di sopra di quelli macroeconomici ?ufficiali?: senza entrare adesso nei dettagli, per l`ultimo anno il confronto va fatto tra il 2,2 per cento armonizzato (2,1 l`indice nazionale) e la ?nuova?media del 2,5 per cento. Con ?punte del 2,85 per le ?famiglie povere ?e del 2,78 per i pensionati, sempre ?poveri?. Troppo poco per i consumatori: ?L`Istat continua a dare i numeri, ma sbagliati? è il commento senza appello del Codacons, che aggiunge: ?Se la situazione non fosse drammatica, ci sarebbe da ridere?. Altrettanto dure le reazioni di Adusbef e Federconsumatori: ?Dopo l`inflazione percepita, eufemismo inventato dalla statistica ufficiale per mascherare le batoste del dopo euro, l`Istat scopre l`acqua calda informandoci che l`inflazione 2006 è stata un po` superiore alle stime ufficiali?, si legge in una nota diffusa in mattinata dalle due associazioni. Adusbef e Federconsumatori criticano il presupposto da cui parte l`elaborazione dell`istituto di statistica, vale a dire la composizione del paniere: ?Se in Francia la candidata all`Eliseo Segolene Royal ha inserito nel suo programma il punto dei panieri differenziati per redditi – sottolineano le organizzazioni – non si capisce perché in Italia ci si ostini a perpetrare gli stessi errori?. Ma il ?pezzo forte?della critica dei consumatori, questa volta, lo mette nel piatto l`Adiconsum: secondo l`associazione guidata da Paolo Landi, i problemi sono due. Il primo, la questione del ?ribasamento?: il paniere non tiene conto delle ?innovazioni?di prodotto (per esempio il nuovo frigorifero, o telefonino, della stessa linea) che di fatto spesso raddoppiano i costi al consumo, mentre i vecchi prodotti (coi vecchi prezzi) via via spariscono dal mercato. Ma, soprattutto, c`è poi la questione della ?trasparenza?. E qui la vicenda si tinge di giallo: ?I tabulati delle rilevazioni Istat -spiega Landi al VELINO -sono praticamente un segreto di Stato: sono dieci anni che cerchiamo di vederli, anche attraverso richieste di parlamentari, ma non ci siamo mai riusciti?. ?C`è un problema anche di correttezza, nelle rilevazioni: qui ci sono rilevatori che copiano i prezzi dell`anno precedente, o si limitano a fare qualche giro di telefonata ai negozianti… Noi abbiamo scritto a Luigi Biggeri (presidente Istat, ndr) a ottobre chiedendo di discutere la cosa, ma non ci è stato risposto?. All`Istituto di via Cesare Balbo, intanto, spiegano così il meccanismo delle rilevazioni: ?Ci sono 85 uffici comunali di statistica incaricati di raccogliere i dati -dice al VELINO Roberto Monducci, esperto di statistiche e prezzi -che ricevono da Roma l`indicazione sul paniere, e decidono autonomamente il campione di esercizi commerciali da interrogare?. Ed è qui che si apre il fronte della ?trasparenza?evocato dall`Adiconsum: ogni ?rilevatore?deve campionare 600 prodotti tra le cinque e le sette volte tutti i dodici mesi dell`anno, quindi deve effettuare un minimo di 3.500 rilevazioni. Come lo fa? Quanti negozi vengono interpellati? A Biggeri l`ardua sentenza.

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