20 Febbraio 2007

In arrivo un altro aumento del 10% sui treni a media percorrenza

In arrivo un altro aumento del 10% sui treni a media percorrenza dopo quello di gennaio
Il piano quinquennale prevede uno stop ai rincari nel 2008. Poi dal 2009 si riparte con adeguamenti alle tariffe del 5%

ARRIVA l`ennesima stangata sulle tasche di chi utilizza il trasporto pubblico. Questa volta a pagare dazio sono gli italiani che utilizzano i treni. Per utilizzarli gli utenti dovranno sborsare molto di più rispetto a oggi. Il piano industriale per il quinquennio 2007-2011 delle Ferrovie ha pianificato una valanga di aumenti tariffari per la media-lunga percorrenza. La botta al portafoglio arriverà subito: entro quest`anno le tariffe saliranno del 20%, un primo 10% già scattato lo scorso primo gennaio. Un secondo rincaro, di pari entità, arriverà il prossimo ottobre. Poi, giusto il tempo di uno stop nel 2008, gli incrementi tariffari cresceranno a ritmi del 5% l`anno dal 2009. Obiettivo: portare nelle casse della società ferroviaria circa 130 milioni di euro nuovi introiti da maggiori ricavi da traffico. Una boccata di ossigeno per le Fs che chiudono il 2006 con perdite che sfiorano i due miliardi di euro. L`aggiustamento delle tariffe arriva dopo 5 anni di prezzi bloccati. Nel 2007 è compreso in una forbice tra il 3% (per le tratte meno redditizie come quelle utiizzate dai pendolari) e il 15%, riferito ai soli collegamenti di fascia alta ( Alta velocità, Eurostar, Intercity). Tra gli obiettivi del piano illustrato dall`amministratore delegato Mauro Moretti ai componenti del board, lo sviluppo del trasporto passeggeri con un nuovo posizionamento sui segmenti di domanda più importanti: si vuole mettere a segno un incremento del 3% medio annuo, rispetto al meno 0,8% del quinquennio 2001-2006. Gli adeguamenti più importanti non riguarderanno i servizi regionali e interregionali, utilizzati dai pendolari, e gli espressi che servono i collegamenti notturni di lunga distanza e il servizio di base della mobilità da e per il Sud. Anzi, per le fasce più deboli le Ferrovie hanno in preparazione alcune iniziative quali il potenziamento dei servizi ai disabili, la distribuzione gratuita della Carta Blù e della Carta relax per gli ultra 75enni; riduzioni della tariffa base in alcune ore della giornata e in alcuni giorni dell`anno per fasce sociali con meno disponibilità economiche. Complessivamente, la manovra di aggiustamento tariffario vale circa 90 milioni di euro, con incrementi che riguardano 12 milioni di italiani per un corrispettivo pari a poco più di 60 centesimi al mese a viaggiatore. “L`impatto inflazionistico sulle tariffe ferroviarie è contenuto rispetto agli altri servizi – ha sottolineato Moretti al cda -: un incremento del 5% di tutte le tariffe ferroviarie comporterebbe una crescita solo dello 0,01% dell`inflazione“. I consumatori però non ci stanno. Il Codacons ha chiesto al ministro dei Trasporti di “impedire con fermezza questo abuso“, e ha annunciato il possibile ricorso al Tar del Lazio contro il rincaro.

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