La Commissione: “Avanti col risanamento, Paese a medio rischio“.
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fonte:
- Brescia Oggi
Conti, il monito dell`Ue all`Italia
E intanto le Ferrovie decidono un ulteriore aumento dei biglietti del 10%
Bruxelles. L`Italia deve andare avanti col risanamento e con le riforme strutturali, attuando pienamente quella delle pensioni e proseguendo sulla strada delle liberalizzazioni. Per la Commissione Ue, queste restano “le priorità assolute“, perchè in gioco c`è ancora la sostenibilità dei conti nel medio-lungo periodo, su cui grava soprattutto un elevatissimo debito pubblico. Il monito – contenuto nelle raccomandazioni aggiornate che Bruxelles sottoporrà al Consiglio di Primavera dei capi di Stato e di Governo – giunge quasi a frenare gli entusiasmi, dopo le ottime previsioni sulla crescita dell`economia italiana che la Commissione ha rivisto di parecchio al rialzo, indicando un +2 per cento per il Pil 2007. Un dato che, unito ai buoni risultati sulle entrate fiscali, ha riacceso il dibattito tra le forze della maggioranza, alcune delle quali vorrebbero sfruttare il buon momento per tagliare le tasse o destinare più risorse allo sviluppo. Per Bruxelles, invece, non è giunto ancora il momento di mollare la presa su quella che considera la vera emergenza italiana: la sostenibilità dei conti pubblici, rispetto alla quale il nostro Paese resta tra quelli “a medio rischio“. Dunque, tutto ciò che arriva in più – in termini di crescita o di entrate fiscali – deve essere più che mai utilizzato sul fronte del risanamento, “dove – si legge nelle raccomandazioni della Commissione – gli impegni devono essere tradotti in azione effettiva“. Infatti, il deficit non è ancora sceso sotto il 3% e il debito pubblico resta molto elevato. Quest`ultima è divenuta la principale preoccupazione di Bruxelles, che sottolinea come “il consolidamento delle finanze pubbliche va perseguito rigorosamente“ in particolare per riportare “il rapporto debito-Pil verso il declino“. All`obiettivo della sostenibilità finanziaria contribuiscono fortemente le riforme. Per questo Bruxelles rilancia l`appello a “una piena attuazione“ di quella delle pensioni, con l`indicazione (questa contenuta nel Rapporto per l`occupazione e l`inclusione sociale) di “non compromettere le precedenti misure strutturali“ nel corso del negoziato con le parti sociali. Ci sono poi le liberalizzazioni: per la Commissione Ue “le riforme annunciate di recente, se attuate vigorosamente, possono fornire le basi per ulteriori progressi, aiutando ad aumentare la concorrenza nei mercati dei beni e dei servizi“. Dall`Italia, comunque, arrivano segnali incoraggianti: lo rileva anche l`Ocse nella sua nota congiunturale pubblicata ieri a Parigi. L`economia italiana è cresciuta nel quarto trimestre dell`1,1%, più della media Ocse e seconda, tra i G7, solo al Giappone che ha registrato un +1,2%. La crescita del Pil italiano è la più forte da sette anni. Su 12 mesi la crescita italiana è del 2,9% del Pil contro il 3,3% della zona Ocse, il 3,3% della zona euro e il 3% di quella del G7. Da un lato il ministro dell`Economia Tommaso Padoa-Schioppa assicura che “questa legislatura ha la possibilità e la capacità di dare assetti stabili“ ad alcuni sistemi “come quello previdenziale“. Dall`altro, il viceministro Vincenzo Visco conferma il buon momento del gettito fiscale: “Nel primo mese del 2007 continua ad andare bene“. “Non vedo perchè debba andare male – ha aggiunto – visto che gran parte delle misure avrà effetto con la prossima dichiarazione dei redditi“. A frenare gli entusiasmi arriva però il piano industriale 2007-2011 delle Fs, le cui linee sono state illustrate ieri dai vertici al cda, e che prevede un nuovo aumento dei biglietti: appena digerito il rincaro del 10% dei treni scattato a Capodanno, si profila già in autunno un nuovo incremento, anch`esso del 10% medio sui treni a media e lunga percorrenza, esclusi pendolari e regionali che conosceranno adeguamenti più contenuti (+3,5% medio annuo). Quest`anno quindi, i treni della fascia alta saranno più cari del 20%, dopo 5 anni di prezzi bloccati. Ed è subito rivolta tra i consumatori. Il Codacons chiede al ministro dei Trasporti di “impedire con fermezza questo abuso“, in caso contrario annuncia il possibile ricorso al Tar del Lazio contro gli spropositati rincari.
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