Benzinai, nuovo fermo di 4 giorni
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fonte:
- la Repubblica
“Pronti a una settimana di stop“ Il ministro: “Norme all`esame del Parlamento, che potrà valutarle“
Codacons: “Se sarà serrata, boicottaggio nazionale contro i distributori“
ROMA – I benzinai dicono `no` a Bersani, resta confermato lo sciopero dei distributori in programma dal 27 febbraio al 2 marzo, ma i sindacati di categoria alzano la posta e si dicono pronti a 8 giorni consecutivi di fermo, a cavallo fra marzo e aprile. La decisione di accorpare i giorni di sciopero già annunciati è stata presa oggi, dopo il nulla di fatto dell`incontro con il ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani. Lo hanno anticipato Luca Squeri e Roberto Di Vincenzo, presidente della Figisc-Confcommercio e segretario generale della Fegica-Cisl. I consumatori preparano le contromosse: “Se verrà attuata la serrata di quattro giorni, avvieremo un boicottaggio nazionale contro i distributori – dice il Codacons – scegliendo di volta in volta un marchio che dovrà essere evitato dagli automobilisti per almeno 24 ore“. Non è stata accolta dal governo la richiesta dei gestori di modificare la parte del decreto che li riguarda. “Le posizioni rimangono molto distanti – osserva Franco Bertini della Faib-Confesercenti – confermiamo l`iniziativa sindacale che abbiamo annunciato. Non vediamo nessuna apertura da parte del ministro Bersani“. Luca Squeri, della Figisc-Confcommercio aggiunge che “per ora non ci sono novità, dal momento che si tratta di una vertenza che segna il futuro della categoria siamo convinti a portarla avanti. Se questo non basta, andremo avanti ancora“. Roberto Di Vincenzo della Fegica-Cisl parla di una “chiusura totale“ da parte di Bersani, “alla quale non possiamo rispondere che con uno sciopero. Vedremo se ci saranno novità in sede parlamentare, invitiamo la presidenza del Consiglio al senso di responsabilità e fare opera di mediazione“. In un comunicato diffuso dopo l`incontro, Bersani dice di “aver spiegato con chiarezza, alle rappresentanze di categoria, le ragioni che hanno mosso l`iniziativa legislativa del governo, le norme sono all`esame del Parlamento che potrà valutarle. Per quel che riguarda il governo – prosegue la nota – non si possono che ribadire i contenuti e gli obiettivi di queste norme che, a mio parere, così come previsto, devono comunque rimanere nel disegno di legge e non devono essere trasferite nel decreto legge“. Bersani sottolinea di aver manifestato la sua “disponibilità ad approfondire assieme alle categorie gli effetti delle norme, eventualmente implementandole e arricchendole, per governarne in modo equilibrato tutti gli impatti. Pur nella differenza delle posizioni – conclude il comunicato – esiste una possibilità di approfondimento comune che mi auguro possa suggerire alla categoria di evitare disagi immotivati ai cittadini“.
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