Benzinai, niente tregua con Bersani: nuovo sciopero di 4 giorni
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Doveva essere il primo giorno di dialogo, ma si è trasformato nell`ennesimo muro contro muro tra governo e benzinai, in uno scontro durante il quale al fianco del ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani sono scese in campo anche le associazioni dei consumatori. Ieri a Roma le parti si sono incontrate nella sede del ministero. Ma al termine dell`unico tavolo di confronto che ha caratterizzato la vertenza sulla liberalizzazione della vendita di carburante, i benzinai hanno confermato altri quattro giorni di sciopero, dal 27 febbraio al 2 marzo, senza alcuna esitazione. Non solo, si dicono anche pronti a una serrata senza sosta di 8 giorni, a cavallo tra marzo e aprile (possibili date tra il 25 marzo e il 3 aprile). “Per quel che riguarda il governo non si possono che ribadire i contenuti e gli obiettivi delle disposizioni relative alla liberalizzazione del mercato della distribuzione dei carburanti, contenute nel disegno di legge presentato a gennaio“, ha dichiarato Bersani. Il ministro ha poi confermato “la disponibilità ad approfondire con la categoria gli effetti delle norme, per governare in modo equilibrato tutti gli impatti. Esistono quindi i margini per suggerire alla categoria di evitare disagi immotivati ai cittadini“. Ma i margini sembrano essere più sui metodi di applicazione delle nuove norme (che dovranno comunque affrontare un lungo iter parlamentare) che non sui contenuti sostanziali. E i benzinai se ne sono accorti. “L`incontro non ha dato i risultati che ci aspettavamo e le posizioni rimangono molto distanti – ha spiegato Franco Bertini, segretario nazionale della Faib, una delle tre federazioni che rappresentano i benzinai -. Non vediamo l`apertura al dialogo avanzata dal ministro e confermiamo la nostra iniziativa sindacale“. Parere simile dalla Federazione italiana gestori di impianti stradali di carburante (Figisc): “La vertenza in corso segnerà il futuro della categoria e finché non ci saranno novità proseguiremo con gli scioperi“. “Il dialogo era stato dichiarato dal ministro – ha commentato il vicepresidente della Figisc di Bergamo, Giuseppe Milazzo – ma di fatto non c`è stata alcuna disponibilità a discutere sulle questioni sostanziali che interessano la nostra categoria e la difesa della rete di distribuzione dei carburanti. L`unica risposta possibile, ancora una volta, resta quella dello sciopero. E non sciopereremo contro il consumatore-cittadino, ma contro la posizione del Governo e delle compagnie petrolifere“. Gli stessi benzinai hanno escluso, attualmente, l`ipotesi di nuovi incontri con il ministro, che ieri ha però trovato un alleato nel presidente del Codacons, Carlo Rienzi: “Se verrà attuata la serrata di quattro giorni degli impianti di benzina avvieremo un boicottaggio nazionale contro i distributori, scegliendo di volta in volta un marchio dei distributori che dovrà essere evitato dagli automobilisti per almeno 24 ore. I cittadini sono stufi: la commissione di garanzia sugli scioperi deve precettare i benzinai, impedendo loro di chiudere gli impianti“. Posizione più morbida quella di Adiconsum: secondo il presidente Paolo Landi “chiedere di ritirare il provvedimento Bersani significa difendere l`attuale monopolio delle compagnie petrolifere“. Il pacchetto di liberalizzazioni era stato presentato dal ministro Bersani il 31 gennaio scorso: per quanto riguarda la distribuzione di carburante il Governo punta ad abolire quei parametri che fino a oggi fissavano distanze minime tra i diversi impianti di distribuzione e bacini d`utenza da rispettare per l`apertura di nuove stazioni di servizio. L`assoluta libertà d`iniziativa nel settore sembra quindi essere la parola d`ordine, anche a favore delle grosse realtà commerciali.
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