Benzinai, si arena la trattativa in vista 8 giorni di fila di sciopero
-
fonte:
- la Repubblica
Benzinai, si arena la trattativa in vista 8 giorni di fila di sciopero
Ricariche telefonini, già abolite nei nuovi contratti 27 febbraio 25 marzo
ROMA – I benzinai alzano la posta. Prima quattro, poi otto giorni di sciopero. E questa volta consecutivi, a cavallo tra il 25 marzo e il 3 aprile. è finito con una rottura e l`annuncio di una lunga serrata l`incontro tra il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani e i rappresentanti dei gestori, chiamati al dicastero per tentare di trovare un accordo che scongiurasse il pacchetto di scioperi annunciati nei giorni scorsi. Pacchetto sostanzioso: 14 giorni per rispondere al disegno di legge sulle liberalizzazioni voluto dal governo, che prevede la vendita dei carburanti negli ipermercati e l`eliminazione della distanza minima tra gli impianti. A nulla sono servite quattro ore di intenso confronto al ministero. I benzinai hanno deciso di rompere: prima hanno confermato i quattro giorni di serrata già annunciati (dal 27 febbraio al 2 marzo), quindi, dopo essersi consultati, hanno alzato il tiro: otto giorni di blocco che rischiano di mettere in ginocchio l`Italia, fermando non solo gli automobilisti, ma le merci. I gestori, che si sono già fermati per due giorni, accusano il ministro di aver fatto orecchie da mercante. “Questa è la conclusione naturale dell`iter che abbiamo intrapreso – ha detto Roberto Di Vincenzo, leader della Fergicas Cisl – la nostra risposta alla chiusura da parte di Bersani. Qualcuno si deve assumere la responsabilità di aver creato questa situazione di estrema gravità solo per fare un favore alla grande distribuzione“. E gli otto giorni di sciopero potrebbero essere solo l`inizio di una vertenza più dura. Il leader della Fergicas Cisl ha spiegato che la categoria sta valutando “di inasprire ulteriormente la vertenza se questo pacchetto non basterà“ e sta considerando di “non obbedire a eventuali precettazioni“. In gioco a detta dei gestori c`è la loro stessa sopravvivenza. Che la strada di un accordo fosse in salita si era già capito nei giorni scorsi. “Siamo disposti a discutere con i benzinai, ma abbiamo già fatto delle norme e abbiamo già delle convinzioni“, aveva detto Bersani martedì, aggiungendo che dall`incontro potevano uscire solo misure di “accompagnamento del provvedimento, che tranquillizzino i benzinai su alcuni punti“. Di modifiche invece il ministro non vuole sentir parlare, né ha apprezzato la conferma dei quattro giorni di sciopero proprio alla vigilia dell`incontro. Una partita tra governo e distributori dove stanno facendo la loro parte anche i consumatori schierati dalla parte del ministro. Adusbef e Federconsumatori hanno definito “provocatoria, offensiva e arrogante“ la dichiarazione della serrata e si augurano che “Bersani vada avanti“. Il Codacons annuncia azioni di boicottaggio. Il governo ha intanto chiarito che l`eliminazione del costo fisso di ricarica dei telefonini è già in vigore, ma solo sui nuovi contratti. Chi stipula oggi un contratto può infatti “ricaricare“ senza più pagare il balzello chiesto finora dalle compagnie. Per tutti gli altri invece, quelli che hanno vecchi numeri (e vecchi contratti), la norma prevista dal decreto Bersani sulle liberalizzazioni scatterà a partire dal 5 marzo. Solo allora la ricarica sarà scevra da costi aggiuntivi.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
