Benzinai, altri quattro giorni di sciopero
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fonte:
- La Stampa
ROMA Benzinai, altri quattro giorni di sciopero: impianti chiusi dal 27 febbraio al 2 marzo per protesta contro il disegno di legge sulle liberalizzazioni. Prima di incontrare il ministro Pierluigi Bersani e malgrado la loro serrata di due giorni non abbia avuto un`adesione così massiccia come si attendevano, i gestori hanno proclamato un nuovo stop. L`obiettivo è dare “dimostrazione di grande compattezza e consapevolezza ed un fermo segnale di dissenso indirizzato al ministro Bersani“, annunciano le organizzazioni di categoria Faib, Fegica e Figisc, riunite ieri mattina per valutare i risultati delle chiusure del 7 e l`8 febbraio e la convocazione ricevuta giovedì da Bersani. “La convocazione continua ad alludere ad una posizione ministeriale di chiusura pregiudiziale alle sollecitazioni dei gestori“, lamentano i rappresentanti sindacali dei benzinai. La categoria rimprovera a Bersani di volerle fare . I benzinai puntano l`indice contro un provedimento che li mette in condizione di essere gli unici soggetti “impossibilitati ad attivare qualsiasi strumento concorrenziale“. Motivazioni che non convincono, però, le associazioni dei consumatori. “La commissione di garanzia sugli scioperi deve intervenire con urgenza contro la serrata di 4 giorni-sostiene il Codacons-.Il nuovo pacchetto di scioperi causerebbe gravissimi danni ai cittadini“. Se non verranno presi seri provvedimenti per scongiurare lo stop, secondo l`associazione dei consumatori, la stessa commissione “dovrà assumersene le responsabilità, alla luce dell`eventuale omissione di atti d`ufficio“. Il Codacons ricorda, infatti, che 102 Procure della Repubblica hanno già ricevuto l`esposto contro la serrata dei benzinai. “Ci opponiamo con forza a questa forma estrema di lotta che comporterà forti disagi per tutti i cittadini- concordano Adusbef e Federconsumatori-.E` una serrata inacettabile: sembra che i benzinai possano fare e decidere ciò che vogliono. Bersani deve concludere in tempi rapidi il confronto con i gestori. Ma senza cedimenti“. “Sono disponibile ad aprire un confronto sulle prospettive che la nuova legislazione, affidata alle decisioni del Parlamento, potrà comportare“, spiega il ministro Bersani. “Il ministro sta facendo come Ponzio Pilato.Si sottrae e scarica le responsabilità sul Parlamento- ribatte Franco Bertini, presidente della Faib-. Se Bersani voleva aprire un tavolo, doveva farlo prima di emanare il ddl. Invece prima ha varato la norma e poi ci ha detto: vedetevela col Parlamento“. Nessuno scaricabarile nei confronti del Parlamento, chiarisce il ministero: “È costituzionalmente previsto che un disegno di legge sia esaminato dalle camere ed è un diritto-dovere del Parlamento esaminarlo e approvarlo“. Il tentativo di dialogo del dicastero dello Sviluppo Economico, dunque, continua.
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