10 Febbraio 2007

L`ulteriore blocco, dal 27 febbraio al 2 marzo, contro il ddl sulle liberalizzazioni

Dopo l`ultima protesta, insorgono i consumatori: il Codacons chiede l`intervento della commissione di garanzia sugli scioperi
Benzinai, nuova serrata in arrivo
L`ulteriore blocco, dal 27 febbraio al 2 marzo, contro il ddl sulle liberalizzazioni

Roma. I benzinai alzano il tiro della protesta. Dopo le quarantotto ore di sciopero concluse ieri mattina alle 7, prosegue la battaglia contro il provvedimento sulle liberalizzazioni. Così, nonostante la convocazione per giovedì al ministero dello Sviluppo economico, ieri le associazioni di categoria hanno proclamato altri quattro giorni di sciopero: gli impianti saranno nuovamente chiusi dal 27 febbraio al 2 marzo. In una nota congiunta stilata dalle organizzazioni di categoria si precisa che “la straordinaria adesione“ alle prime due giornate di sciopero, delle 14 annunciate, “costituisce la dimostrazione di una grande compattezza e un fermo segnale di dissenso indirizzato al ministro Bersani“. Ragion per cui, “alla nostra categoria – conclude la nota – non può essere chiesto un intervento normativo che schiaccia un`intera categoria sotto il peso degli interessi coincidenti dell`industria petrolifera e della gdo“. Insomma, si preannunciano altre giornate complicate per gli automobilisti, costretti a fare rifornimento prima dello stop e, con tutta probabilità, a sottoporsi a lunghe code. L`associazione dei consumatori Codacons, subito dopo l`annuncio del nuovo sciopero indetto dai gestori, ha chiesto l`intervento della Commissione di garanzia sugli scioperi, che “deve impedire ai distributori di mettere in atto altri giorni di protesta che causerebbero gravissimi danni ai cittadini“. Il Codacons ha già presentato in 102 Procure della Repubblica esposti contro la serrata dei benzinai dei giorni scorsi. Ma altre associazioni di categoria sono scese in campo. “Ribadiamo con forza la nostra opposizione a questa forma estrema di lotta che comporterà forti disagi a tutti i cittadini: si tratta di una serrata vera e propria, sembra che i benzinai possano fare e decidere ciò che vogliono“, hanno dichiarato Adusbef e Federconsumatori. Che hanno chiesto al ministro Bersani di “concludere in tempi rapidi il confronto con i gestori senza cedimenti“. “Tutto ciò è inaudito – hanno sottolineato i consumatori-. Ricordiamo che la possibilità di vendere i carburanti nella grande distribuzione è un processo già avviato in tutti i Paesi europei, che comporta risparmi consistenti di 9 centesimi a litro, pari a 100 euro all`anno di costi diretti“. E se “le agitazioni nei prossimi giorni dovessero continuare e provocare alla collettività effetti negativi, le associazioni dei consumatori intraprenderanno tutte le iniziative necessarie per tutelare i cittadini“. Quali? I consumatori annunciano il boicottaggio “a partire dal 15 marzo, giorno in cui per un mese indicheremo quale marchio di benzina boicottare, per poi passare al 15 aprile per un nuovo boicottaggio e così via per tutti i marchi. Non staremo con le mani in mano“ hanno concluso i consumatori. E sulla vicenda resta aperto anche il fronte dei petrolieri che lamentano di non essere stati convocati da Bersani, in occasione dell`incontro fissato per giovedì 14. Intanto si appresta a sbarcare il Parlamento la bozza finale del ddl sulle liberalizzazioni, sulle quali il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha affermato, nel corso di una conferenza dei giovani azzurri, che “sono una presa in giro“.

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