Associazioni garantite dai fondi pubblici
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Associazioni“garantite“dai fondi pubblici ci
Dai diritti negati nel settore bancario e assicurativo alla lotta all`usura e al carovita, passando per la tutela nei mercati dei prodotti di largo consumo e dei servizi. Sono solo alcune delle attività in favore dei cittadini portate avanti dalle sedici sigle del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu). Iniziative che tuttavia sarebbero assai difficili senza il sostegno dei finanziamenti esterni, in primis quelli pubblici. Dall`esame dei bilanci 2005 delle associazioni emerge infatti che in media il 70% delle loro entrate proviene dai fondi messi a disposizione dal ministero dello Sviluppo economico, dalle Regioni e dall`Unione europea, oltre che dalle banche, come nel caso dei progetti di conciliazione. è invece in genere minimo l`introito derivante dai tesseramenti: il 5 per cento appena. Il peso dei fondi esterni In testa alla classifica delle associazioni che per le proprie attività più dipendono dai finanziamenti per progetti in favore dei consumatori c`è l`Acu (Associazione consumatori e utenti), con il 93,5% delle entrate, seguita da Confconsumatori, Movimento difesa del cittadino e Cittadinanzattiva, con circa il 90% dei proventi. In coda, con il 13,1%, c`è Codici, che primeggia invece per l`incidenza delle quote associative (86,9 per cento). Per quasi tutte le associazioni, la parte del leone la fanno i fondi pubblici. è il caso del Codacons, dove rappresentano il 43% delle entrate (l`associazione non ha fornito al Sole 24Ore il bilancio 2005, in quanto – hanno spiegato – il Collegio di presidenza, competente in materia, non si è potuto riunire in tempo utile). Per quel che riguarda in particolare il 2005, bisogna poi considerare che quasi tutte le organizzazioni hanno i bilanci alleggeriti proprio alla voce finanziamenti per progetti. Per una norma contabile prevista nella Finanziaria varata nel 2005, infatti, il ministero dell`Economia non ha riassegnato i fondi per saldare i pagamenti per i programmi finanziati con le multe Antitrust (si veda Il Sole 24 Ore di lunedì scorso). Un ritardo che quindi le ha costrette a fare ricorso alle banche per pagare il personale e portare avanti gli impegni presi. Un problema che riguarda soprattutto le piccole realtà. Dal ministero dello Sviluppo economico, comunque, hanno fatto sapere che entro il 2007 le associazioni avranno ciò che spetta loro. Politiche di reclutamento Per quel che riguarda gli incassi da tesseramento, le percentuali sono molto basse. Oltre Codici, sopra il 20% stanno Assoutenti, La casa del consumatore e Adusbef. In questo caso, comunque, la situazione varia molto a seconda della politica di reclutamento adottata. Che a sua volta influenza la consistenza numerica degli iscritti. Per aderire a Cittadianzattiva, per esempio, basta compilare senza alcuna spesa la scheda di adesione on line sul sito dell`associazione. Gli associati hanno diritto a eleggere i rappresentanti nei congressi regionali e a proporre temi di discussione, usufruendo delle opportunità di formazione, informazione e aggiornamento. All`Acu con la quota sociale di un euro si riceve una tessera numerata. L`Adoc richiede il versamento di 30 euro all`anno, che permettono però di accedere all`area riservata del sito e di usufruire di agevolazioni e convenzioni con studi legali. In Adiconsum bastano invece 31euro per usufruire di tutti i servizi di informazione, assistenza e consulenza. Da qualche mese prevede una quota associativa di 15 euro per i soli utenti che necessitano di una consulenza anche il Ctcu (Centro tutela consumatori e utenti), realtà che opera solo nel territorio della Provincia autonoma di Bolzano, che provvede a finanziarla (il contributo per il 2005 è stato di 360mila euro). Altre realtà, adottano infine un tariffario differenziato. è il caso di Assoutenti, che richiede 5 euro al socio ordinario, 25 a quello “benemerito“ e 50 al “sostenitore“. L`adesione dà diritto alla consulenza legale agevolata. Tuttavia va specificato che soltanto una parte dei soldi incassati dalle tessere (per il Movimento consumatori, per esempio, è circa un sesto) finisce nel bilancio della sede nazionale, il resto resta alle organizzazioni territoriali. Inoltre la quota può variare lievemente a seconda della realtà locale in cui ci si trova ad operare (al Sud in genere è più bassa). Costo del personale Per quanto riguarda il costo del personale, in media questa voce assorbe il 17% circa delle uscite delle associazioni. Anche in questo caso, tuttavia, ogni sigla fa storia a sé. Per l`Adoc l`esborso raggiunge il 50% delle spese, mentre Codici, che ha una struttura molto snella, nel 2005 si è appoggiata sulle strutture locali, ognuna con propri bilanci. Non mancano poi le consulenze o le collaborazioni esterne, come per l`assistenza legale.Attingono a risorse umane al di fuori del proprio staff quelle associazioni che compiono indagini dettagliate, per esempio ricerche suiprezzi o sui farmaci, che rendono necessario il coinvolgimento di esperti di università o di istituti specializzati.
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